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Il “buongiorno” di Libero con l’aumento dei gay

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Libero oggi dà il buongiorno al popolo con un articolo di Filippo Facci in cui si collegano, per poi fingere di dubitare di un collegamento, stagnazione economica e presunto aumento degli omosessuali. Nelle statistiche citate da Facci, è importante segnalarlo, non aumentano i gay ma chi si dichiara gay:

Numeri ufficiali non ce ne saranno mai,ma le statistiche anglosassoni – che su questo tema sono maniacali e frequenti – proprio ieri registravano gli ultimi dati dell’Office for National Statistics(Ons) destinati come sempre a riverberarsi oltremanica: le persone tra i 16 e i 24 anni che affermano di essere gay o bisessuali sono il doppio rispetto agli over 35 e ai 50enni e agli over 65; i giovani sono più propensi a «esplorare la loro sessualità, è aumentata l’accettazione sociale delle identità sessuali così come la possibilità di esprimerla».

La popolazione che si identifica come lesbica, gay o bisessuale era l’1,5 per cento nel 2012 e il 2 per cento nel 2017. A questi numeri si aggiungono quelli del sondaggio Ipsos Mori (secondo il quale il dieci per cento dei giovani britannici si identifica come bisessuale) mentre un sondaggio Ipsos ha rilevato che i giovani si stanno allontanando progressivamente dall’idea che la sessualità possa essere binaria. Un sondaggio mondiale del settembre scorso, infine, rileva che solo due terzi dei giovani si definiscono eterosessuali. E lo specifico italiano?

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Nel 2012 l’Istat contraddisse i propri stessi dati (giudicandoli vecchi: aveva stimato solo in un milione le persone lgbt) mentre oggi si è abbassata l’età del coming out e sono cambiati gli stili di vita. Stime ufficiose avvicinano gli orientamenti dei millennials allo storico e contestato rapporto Kinsey che negli anni Cinquanta stimava gli omosessuali attorno al 10 per cento. Anche qui, domanda: c’è un link tra il calo del Pil, l’elusione delle fatture elettroniche e l’aumento dei gay dichiarati? Non lo sappiamo, ma la fotografia è quella. Anche quella. Spiega l’Italia che cambia e quella che non cambia per niente.

“Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti, poi oggi anche omofobi. Avviero’ immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilita’ di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti ad un giornale che offende la dignita’ di tutti gli italiani e ferisce la democrazia. Mi aspetto che il giornalismo che tanto vede in noi il nemico, faccia sentire la sua voce. Probabilmente chi distrugge la credibilita’ della stampa sono proprio alcuni giornalisti”, fa sapere Vito Crimi.

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