Politica

L’ex premier Giuseppe Conte torna in tv e presenta il nuovo M5s

“La caduta del mio governo? Ho pensato che la democrazia parlamentare funziona così, se una forza che sostiene la maggioranza fa venire meno il proprio appoggio in piena pandemia… ci sta anche questo”

giuseppe conte

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato in televisione. Lo ha fatto per la prima volta andando in studio da Giovanni Floris, a DiMartedì. Quasi un’ora di intervista, con il conduttore affiancato dal direttore di Libero Alessandro Sallusti, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e la conduttrice di La7 Myrta Merlino. Un incontro in cui si è parlato di tutto: dall’esperienza di governo (il Conte I e II), del nuovo Movimento 5 Stelle, della pandemia, delle riforme, della giustizia. E come non iniziare dalla fine della sue esperienza di governo: “La caduta del mio governo? Ho pensato che la democrazia parlamentare funziona così, se una forza che sostiene la maggioranza fa venire meno il proprio appoggio in piena pandemia… ci sta anche questo, anche se molti italiani sono rimasti un po’ disorientati da questa iniziativa. Però è giusto così'”.  E da lì in poi è partito il governo Draghi: “Una crisi come quella, uno stallo provocato per circa due mesi ha fatto molto male agli italiani, ha acuito le sofferenze. E’ chiaro che questo ha predisposto le condizioni per un governo di unità nazionale. Non rispondere a questo appello da parte del M5S sarebbe stato un volgere le spalle agli italiani e per questo mi sono subito predisposto per far partire il nuovo governo”.

Il nuovo Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte

Ha poi presentato, anche se senza anticipare troppe cose, il nuovo Movimento 5 Stelle, che guiderà ufficialmente appena verrà riconosciuto dagli iscritti: “Continuerò anche nel nuovo incarico a lavorare per il bene degli italiani. Sotto altra veste, con altro ruolo ma l’obiettivo è sempre quello: realizzare un grande processo riformatore che abbiamo avviato, completarlo, modernizzare il Paese, rendere la vita degli italiani più equa e vivibile”. E ancora:

Nel nuovo M5S “ci saranno organi collegiali nuovi… non vogliamo ricadere nelle tradizionali forme del sistema partito, perché sono delle forme un po’ superate. Dobbiamo conservare la freschezza del Movimento, strutture agili ma comunque molto funzionali. Ci saranno luoghi di confronto anche per la linea politica”. C’è stata anche da parte di Di Maio una lettera in cui ha riconosciuto che la gogna mediatica non è di questo mondo, non apparterrà più al M5S. Lo confermo e l’ho confermato. Rimangono tante cose, come i vecchi valori non negoziabili: la legalità, la lotta alle mafie, l’etica pubblica. Il M5S avrà sempre questo tratto distintivo anche nel nuovo corso: la responsabilità politica va distinta da quella giuridica”.

E poi, uno dei temi su cui (anche) il Movimento si sta spaccando ormai da tempo. E ovvero: il limite dei due mandati. Su questo ha detto:

Il tema dei due mandati “non sarà nel nuovo statuto, perché nello statuto non c’è scritto doppio mandato, singolo mandato o mandati senza limiti. E’ un codice etico. Subito dopo l’approvazione dello statuto, subito dopo questa partenza lavoreremo a riformulare per quanto necessario codice etico e vari regolamenti. Affronteremo questo tema”.

Su cui però i già conservatori del 5 Stelle non sono affatto d’accordo, come Alessandro Di Battista, che ormai è un ex. Conte però vorrebbe riportarlo dentro, e dice: “‘Di Battista è partito per la Colombia, quando ritornerà ragioneremo insieme. Ci metteremo attorno a un tavolo e dialogheremo anche con lui”.

“Le fanno paura Salvini e Meloni?”

Tutti la ricordiamo quella giornata in cui in Parlamento, dopo il Papeete, Giuseppe Conte sconfisse Matteo Salvini. Da alleati e amici, ad acerrimi nemici. Oggi Floris gli chiede: “Le fa paura l’idea di Salvini o Meloni presidente del Consiglio?”. La risposta: “La polemica politica ci sta” ma “a me non interessa la polemica, a me interessa quali proposte avranno Giorgia Meloni e Fdi, quali proposte avranno Salvini e la Lega. Mi voglio confrontare con loro sulle proposte”.