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L'Eurotassa di Schaeuble per farci sentire più europei

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Per la Commissione Ue l’idea di una Eurotassa per alimentare il bilancio della zona euro “è interessante e vale la pena esplorarla”: lo fa sapere un portavoce commentando la proposta circolata sulla stampa tedesca ieri. Il portavoce ricorda che c’è già un lavoro in corso, come quello di Mario Monti, per valutare le opzioni migliori che conducano alla creazione di un bilancio unico. E “altre idee saranno esplorate da un gruppo di esperti da stabilire nel contesto del rapporto dei quattro presidenti” sul futuro dell’Unione monetaria. Per questo la Commissione “accoglie con favore tutte le idee che aiutano a far avanzare verso una visione comune per il futuro dell’Unione e incoraggia un dibattito attivo sul rapporto dei quattro presidenti”. Il portavoce ricorda poi che l’idea di creare un Tesoro unico dell’Eurozona fa parte della seconda fase – quindi dopo il 2017 – descritta dal rapporto dei presidenti. padre di questa idea, che farebbe fare un grande balzo in avanti europeista, è a sorpresa proprio l’uomo più temuto d’Europa, il Bundesminister delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Lo rivela Der Spiegel.
 
L’EUROTASSA DI SCHAEUBLE PER FARCI SENTIRE PIÙ EUROPEI
Il settimanale di Amburgo dice che il piano di Schaeuble prevede che la Germania e gli altri Stati (sicuramente quelli dell’eurozona, eventualmente anche gli altri membri della Ue) devolvano parte delle risorse riscosse con l’Iva e l’Irpef a livello nazionale a un fondo europeo. Oppure – in alternativa o come operazione complementare – che una tassa addizionale, sull’Irpef, sull’Iva o su altre forme di imposizione, venga introdotta per finanziare appunto il nuovo fondo europeo. Con aliquote e criteri da decidere su basi nazionali differenziate. La gestione sovrana di queste entrate verrebbe delegata a un nuovo alto dirigente dell’Unione. In sostanza, una specie di superministro delle Finanze dell’eurozona.

E’ una mossa a sorpresa di Schaeuble, e spiazza tutti. Compresa la cancelliera Angela Merkel, che – sottolinea il settimanale – esita a proporre ai suoi elettori una tale devolution di sovranità nazionale in nome della salvezza dell’euro ad ogni costo. Ma d’accordo con Parigi, il ministro delle Finanze federale, veterano dai tempi di Kohl dell’intesa franco-tedesca, ha deciso di provare a forzare i tempi. “Dobbiamo marciare come un’unione politica, rafforzando Commissione e Parlamento”, ha detto. Poi, sempre secondo il resoconto dello Spiegel , ha lanciato segnali positivi alle richieste di François Hollande per la creazione di un ministero delle Finanze dell’eurozona.
“Siamo pronti a discutere su queste idee”, affermano al ministero delle Finanze federale. “Un tale trasferimento di poteri consentirebbe all’Europa di avere margini di manovra e di azione ben maggiori in caso di recessione o crisi sociali”, nota Marcel Fratzscher, numero uno dell’Istituto tedesco per le ricerca economica. E Elmar Brok, veterano degli eurodeputati della CduCsu tedesca (il partito di Merkel e Schaeuble) incalza: “L’Eurozona deve riflettere sulla possibile necessità di riscuotere una sua propria tassa. Occorre un nuovo meccanismo di stabilizzazione fiscale per l’area della moneta unica”.

 
LA TROLLATA DEL MINISTRO

Non l’hanno presa bene in molti, ovviamente. “La Germania propone una TASSA EUROPEA per rafforzare l’Unione e l’Euro. A presiedere la Commissione che sta studiando la tassa c’è… Mario Monti! Ma per favoreeeee!!! Con la Lega al governo, la risposta sarebbe solo no”, dice il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, commenta l’ipotesi di un’eurotassa che sarebbe allo studio a Bruxelles. “Ebbene, due sono le cose: o Renzi avalla questa eurotassa, ponendosi in continuità con Prodi, oppure addirittura non ne sa nulla, cosa molto probabile visto che quando si deve decidere qualcosa in Europa il nostro premier e’ l’ultimo ad essere avvisato. Comunque sia, rischiamo che l’annuncio propagandistico di Renzi di una riduzione delle tasse si risolverà invece in un inaccettabile ed ennesimo aumento delle medesime”, dice Elvira Savino di Forza Italia. Seguono tante altre dichiarazioni dello stesso tenore. Schaeuble sta evidentemente trollando: una decisione del genere segnerebbe il crollo definitivo negli indici di gradimento dell’Unione Europea. E forse questo non dispiacerebbe tanto al ministro che propose la Grexit. Forse per portarsi avanti con il lavoro.