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Le «scuole di Dio» contro le lezioni gender in Toscana

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Si comincia da Staggia Senese, una frazione di Poggibonsi, in provincia di Siena in Toscana. Da questo piccolo paese parte la guerra della Chiesa al Gender, una guerra inventata ma che potrà portare i suoi frutti: qui nasce una scuola con retta da 150 euro al mese con la certezza che la (presunta) teoria del gender non entrerà mai. Tremila abitanti, un sindaco del PD e tante strade dedicate alla Resistenza, come racconta oggi Repubblica in un articolo a firma di Maria Novella De Luca, ma anche la bandiera della famiglia naturale e l’assoluta contrarietà alle unioni civili, alle coppie omosessuali e alle aperture della Chiesa nei confronti dei divorziati:

A cominciare dall’attivissimo parroco, don Stefano Bimbi, già diventato famoso per aver inaugurato un “bonus bebè” di duemila euro per le famiglie numerose, purché siano cattoliche, italiane e battezzino la prole. Una sorta di resistenza dunque, che parte dalla scuola “parentale”, “fortemente voluta da un gruppo di giovani genitori – racconta don Stefano-decisi a scegliere fino in fondo l’educazione dei propri figli”. Sottraendoli cioè agli insegnamenti “troppo laicisti” dello Stato, perché, così ha spiegato di recente la coordinatrice del gruppo Giulia Pieragnoli, “adesso la teoria del Gender entrerà a pieno regime nel sistema scolastico statale, e diventerà materia obbligatoria anche nelle scuole paritarie cattoliche…”.
Una fuga da uno spettro più che dalla realtà, visto che nei timidi messaggi sulla parità dei sessi previsti dalla Buona scuola, del Gender non c’è alcuna traccia. Ma evidentemente ancora troppo per il neonato gruppo “Alleanza parentale”, che rifacendosi alle esperienze dell’home schooling americana,spesso legata ai movimenti religiosi fondamentalisti, ha deciso che la scuola se la farà da sé.

Via Facebook.com/linus
Via Facebook.com/linus

E l’esperienza non è per niente unica, anzi: rischia di fare da apripista ad altre:

Eppure il movimento cresce. E oltre a Staggia, dove sono già pronte quattro classi elementari e due medie,e la maestra si chiamerà Samantha, le “scuole di Dio” attive per l’anno 2015/2016 apriranno (tra i malumori di molti) nella parrocchia di Sant’Ignazio di Loyola a Padova, a Schio, in provincia di Vicenza, a Verona. Mentre altri gruppi sono pronti a Bari, Palermo, Monza, Brescia.
Proprio in Veneto è nata la Finp, Federazione nazionale scuole parentali, il cui fondatore, Luigi Bianchi Cagliesi assicura: “Nelle lezioni di religione niente temi sociali, soltanto catechismo…”. “Alleanza parentale” prevede infatti che l’educazione cattolica sia depurata da ogni contaminazione. Del resto sul sito c’è scritto chiaro: “Le nostre scuole sono Gender-free”. Prendere o lasciare.

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