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Le proteste contro Trump a Manhattan

trump manhattan lady gaga

Nel giorno della sua elezione una manifestazione contro Donald Trump ha avuto luogo a Manhattan e in altre zone degli Stati Uniti. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hanno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove si trova l’abitazione del nuovo presidente Usa. Paralizzato per ore il traffico nella zona. Tutta l’area dove si trova la residenza del nuovo presidente, uno dei cuori pulsanti dello shopping e del turismo a Manhattan, è blindatissima. I voli sopra la zona sono stati vietati. L’isolato della Trump Tower è circondato da camion ‘anti-bomba’ pieni di sabbia e da decine di agenti, alcuni in tenuta antisommossa. Questi ultimi presidiano anche l’ingresso della residenza della famiglia Trump. Tra gli slogan cantati dalla folla di manifestanti ‘Not my President’ e “Hey Hey Ho Ho Donald Trump has to go’. In strada è scesa anche Lady Gaga, che aveva fatto un endorsement a Hillary Clinton.

Tra le migliaia di manifestanti che per ore hanno assediato la Trump Tower sulla Fifth Avenue di Manhattan alcuni hanno anche bruciato maschere ed effigi che rappresentavano il volto del nuovo presidente degli Stati Uniti, presente con la famiglia nei suoi appartamenti agli ultimi piani del famoso grattacielo. In alcune città come Portland e Oakland sono state anche appiccate le fiamme a copertoni e cassonetti in strada con l’intervento della polizia. In questo video embeddato da NowThis si vede anche bruciare la bandiera americana.

“Lei ha ottenuto più voti”, urlavano alcuni manifestanti, riferendosi alla vittoria popolare della Clinton che non e’ pero’ riuscita ad ottenere la maggioranza dei 538 grandi elettori necessaria per vincere la Casa Bianca. “Sono molto preoccupato per quello che succederà nei prossimi quattro anni”, ha dichiarato una donna fasciata in una bandiera messicana, davanti alla Trump Tower di Chicago. “Non posso credere di essere qui a manifestare per i diritti civili”, ha osservato una studentessa di colore a Berkeley, in California. “Lui è stato eletto ma la lotta non è finita – ha spiegato – i miei antenati non hanno mai smesso di lottare e io non mi fermerò”. Simili slogan s Seattle, Okland, Filadelfia e Washington Dc: “Non siamo l’America di Trump” o “no es mi presidente”, con un chiaro rifermento alle preannunciate politiche anti-immigrati. Ma il dato è tratto ed oggi prenderà formalmente il via il processo di transizione. Alle 11 Trump sarà ricevuto da Obama nello Studio Ovale mentre la moglie, Melania, sara’ accolta nelle residenza privata della Casa Bianca dalla first lady uscente, Michelle Obama.

La statua di Donald Trump nudo a Manhattan per le proteste

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