Attualità

Le pagine gentiste contro Gentiloni

gentisti gentiloni non eletto

Paolo Gentiloni non ha ancora ricevuto la fiducia del Parlamento che già le pagine gentiste si prendono avanti con il lavoro e iniziano a chiedere a gran voce che il Presidente incaricato (nonché ex ministro degli esteri del governo Renzi) si dimetta perché “non eletto dal popolo”. Si tratta di persone, per lo più esperti costituzionalisti che hanno studiato assieme a Renzo Bossi, che ci spiegano che questo è il quarto premier non eletto dal popolo. Il che è falso non solo per via dell’intrinseco errore di quest’affermazione relativa alla carica del Presidente del Consiglio ma anche perché Gentiloni è stato eletto in Parlamento nel 2013.
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Tutti contro Gentiloni

I Cinque Stelle hanno già iniziato a chiamarlo “avatar” perché considerano sia un prestanome di Renzi (il che fa sorridere visto che a dirlo sono dei portavoce e non dei politici), per Salvini invece Gentiloni è la “fotocopia sfigata” del Segretario del Partito Democratico (il che è divertente visto che la Lega ha costruito il suo successo proprio sul fatto che i politici sono tutti uguali). Per la maggioranza di tutti quelli che stanno all’opposizione Gentiloni è invece semplicemente il “premier non eletto dal popolo”. Basta aprire Twitter per vedere come molti dei twittatori italiani siano impegnati in una battaglia senza quartiere sulla Costituzione dove centinaia di gentisti che ci spiegano come questo Parlamento sia incostituzionale “perché eletto con il Porcellum” si scontrano con utenti che ripetono a pappagallo il famoso articolo 92 della Costituzione. Perché in Italia la carta fondamentale si legge un articolo alla volta e si difende solo i giorni dispari. Quindi oggi tocca a quelli che ci spiegano che bisogna andare subito al voto (ma non si sa con quale legge elettorale) e che se la prendono con Renzi che si è dimesso (suvvia, non poteva rimanere in carica fino all’approvazione della legge elettorale?) dopo averne chiesto a gran voce le dimissioni.

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La siituazione attuale. Credits: Irreverent Italian Memes

Non mancano nemmeno i troll ironici che tanto hanno dato alla causa del renzismo e dell’antigentismo che hanno già messo in piedi la pagina Gentiloni Dimettiti per intercettare qualche povero sprovveduto alla ricerca di argomenti per dare addosso a Gentiloni.
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Un’arma efficace quanto un rastrello lasciato abbandonato in mezzo al prato. Ma non c’è da preoccuparsi perché sicuramente ora potremo godere della lettura dell’articolo 92 della Costituzione ovunque. Altri invece preferiscono rifugiarsi all’interno di gruppi come “Gentiloni Abusivo” o “Gentiloni Vattene” dove il “popolo truffato” sta organizzando la resistenza su Facebook contro il nuovo Presidente del Consiglio.
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Non che ce ne sia veramente bisogno, perché di pagine e post contro Gentiloni ce ne sono già parecchi. Alcuni vagamente trolleschi altri incredibilmente molto seri e attenti alle cose importanti del Paese.
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E in tutto questo sono davvero teneri i sostenitori del Sì che ci spiegano che se tutti quelli che oggi si lamentano di Gentiloni avessero votato Sì al referendum oggi avremmo ancora Matteo Renzi saldamente in sella e non ci sarebbe stata quest’ennesima crisi politica. Perché anche il Sì, come il No, evidentemente era un voto nel merito della riforma costituzionale. Perché purtroppo il gentismo non sta solo da una parte, ma è ovunque.