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Angelo e le bestie: le Iene si avventano sul cadavere del cane ammazzato a Sangineto

angelo cane sangineto iene

Il 25 giugno 2016 a Sangineto, un paese in provincia di Cosenza di poco più di mille abitanti, quattro ragazzi di vent’anni hanno torturato e ucciso, impiccandolo e prendendolo a bastonate un cane randagio di nome Angelo. Durante le sevizie i quattro hanno girato un video che poi è stato condiviso su Facebook suscitando la rabbia delle associazioni animaliste e anche di qualche parlamentare (su tutti Michela Vittoria Brambilla e Paolo Bernini). Luca, Francesco, Nicholas, e Giuseppe, i quattro responsabili sono stati rapidamente identificati e denunciati per maltrattamento di animali e sono ora in attesa di processo.

È l’uomo la vera bestia!1

Ma la questione non è finita qui, perché sull’onda dell’indignazione sono state organizzate fiaccolate, manifestazioni di solidarietà, è stata lanciata una petizione su Change,org che ha raggiunto oltre 170mila firme ed è stata aperta una pagina Facebook, L’urlo di Angelo, per tenere viva l’attenzione su questo terribile fatto di cronaca che qualcuno ha voluto etichettare come “bravata giovanile” o “ragazzata” ma che in realtà è un crimine. Sono stati proprio gli amministratori della pagina a contattare le Iene che hanno mandato sul posto Giovanna “Nina” Palmieri che ad inizio ottobre ha girato un servizio per le strade di Sangineto alla ricerca dei colpevoli. Colpevoli dei quali tutti – non solo gli inquirenti – sanno nome e cognome e che hanno ricevuto in questi mesi i soliti messaggi su Facebook che promettono di fargliela pagare cara. Le solite dinamiche dell’Internet nel quale tutti si sentono in dovere di essere dei giustizieri e di sostituirsi alla legge. Perché se i quattro hanno compiuto un gesto esecrabile e condannabile questo non autorizza altre persone a minacciarli di morte.

Vendicatori Uniti! (con MS Paint)
Vendicatori Uniti! (con MS Paint)

Lo show delle Iene a Sangineto e le spiegazioni “scientifiche”

Le Iene però non sono andate a Sangineto per scoprire che faccia hanno i quattro ragazzi che hanno ucciso il cane Angelo (perché anche questa è già un’informazione pubblica). Nina è andata in Calabria per cercare di parlare con loro, ovviamente sbattendogli in faccia la telecamera. Incredibilmente nessuno di loro ha accettato di farsi intervistare – c’è pur sempre un processo in corso ed è probabile che il loro avvocato gli abbia giustamente consigliato di non aggravare la loro posizione – anche se la Palmieri ha ripetuto parecchie volte, inseguendo uno di loro nei vicoli del paese di non volersi sostituire alla giustizia ma di essere lì per un altro motivo: il pentimento.
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Sono pentiti? Lo vogliono dire per cortesia alle Iene in modo che tutti possano godere del momento in cui il colpevole viene costretto a chiedere pubblicamente scusa? Questo è quello che le Iene sono andate a fare a Sangineto, telecamere in pugno, e si stupiscono che “il paese intero” (stiamo parlando in realtà di una ventina di persone a guardare il filmato) si sia chiuso a riccio e nessuno abbia accettato di parlare. Parlando con alcuni abitanti la Palmieri chiede «perché non me lo vengono a dire che si pentono?» oppure fa notare che se «il paese ha condannato questo gesto sarebbe bello dirlo» ma dimentica che non c’è alcun obbligo nei suoi confronti, che non ha alcuna autorità né – per quanto le Iene vogliano far credere il contrario – non ha nessun mandato popolare. Passa l’auto con il parroco, quella con le suore (tutto troppo bello per essere vero) e nessuno le risponde a proposito “del pentimento”. Ma come! – sbotta ad un certo punto vedendo sfilare la Panda del parroco – non mi parla il prete! Incredibile, un sacerdote si rifiuta di parlare di pentimento con una tipa vestita in modo buffo con un microfono in mano.
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Non proprio la tenuta ideale per andare a chiedere a qualcuno di scusarsi ma utile solo per fare un po’ di audience a buon mercato, soprattutto visto che le Iene non si sono mai assunte la loro responsabilità né hanno chiesto scusa per le tante bufale e deliri che hanno pubblicizzato (ad esempio per il caso Stamina e la straordinaria risposta di Davide Parenti). Ma era chiaro fin da subito che nessuno dei responsabili dell’uccisione del cane volesse parlare con le Iene, eppure la Palmieri insiste fino a che non intervengono i Carabinieri che le fanno capire che forse, per non esacerbare ulteriormente gli animi, sarebbe stato meglio andarsene. Allontanandosi dal paese la Iena ci spiega che lei voleva solo parlare con i quattro ragazzi, fare una riflessione su quanto accaduto per capire la loro storia e se per caso volessero far conoscere al pubblico cosa li ha spinti a farlo. Ma non finisce qui perché la Palmieri ci spiega anche che:

È scientificamente riconosciuto anche dall’OMS che le persone che ammazzano con crudeltà gli animali sono potenzialmente pericolose per le altre persone in particolare per le più indifese e possono nascondere delle psicopatologie. Luca, Nicholas, Francesco e Giuseppe forse andrebbero aiutati in questo senso vittime a loro volta della loro cultura che fa fatica ad affrontare il problema ed anzi lo minimizza.

In appena trenta secondi la Palmieri – che era andata lì per chiedere un pentimento e fare una “riflessione” – ci spiega che è “scientificamente dimostrato” che i quattro ragazzi potrebbero essere pericolosi anche per le persone indifese (i bambini! perché nessuno pensa ai bambini!?!?!) e che addirittura potrebbero nascondere delle psicopatologie (per tacere del trattatello di antropologia culturale sulla chiusura delle comunità calabresi). In realtà non risulta che l’OMS abbia mai detto nulla a riguardo, risulta invece un articolo sul sito della Humane Society (che non è l’OMS-WHO) che fa riferimento ad alcuni studi che stabiliscono una correlazione tra chi commette crimini contro la persona e chi maltratta gli animali. Ma si tratta di ipotesi di studio basate semplicemente sull’analisi dei dati statistici che non sono, al contrario di quanto dice la Palmieri, prove scientifiche. Anche per quanto riguarda i pluriomicidi che hanno ammesso di aver maltrattato gli animali stiamo parlando di uno studio condotto su 36 persone delle quali il 46% (sedici) ha ammesso di aver abusato di un animale. Ma del resto le Iene di scienza non è che ci capiscano poi molto.