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Le Iene Maremmane e il «petrolio» dell'idrovora di Marina di Grosseto

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Un simpatico esempio di terrorismo ambientale ha movimentato l’intero facebook grazie a un video delle cosiddette Iene Maremmane: Lorenzo Mancineschi e David Rossi, due utenti, hanno pubblicato sulla loro pagina un filmato artigianale in cui è mostrata l’idrovora del porto di Marina di Grosseto che, da anni, risucchia la sabbia che si accumula sul lato sud del canale San Rocco e la riversa sul lato nord e che finisce in mare.

Le Iene Maremmane e il «petrolio» dell’idrovora di Marina di Grosseto

Ripreso da una serie di pagine ambientaliste, il video che mostra un’idrovora che risucchia la sabbia che si accumula sul lato sud del canale San Rocco (il lato verso Principina a Mare) per riversarla sul lato nord (quello verso Castiglione della Pescaia) in un’operazione che è chiamata ripascimento. La poltiglia che esce dall’idrovora è scura e maleodorante ha destato i sospetti di un abitante del posto che ha chiamato Mancineschi e Rossi. I quali hanno fatto delle riprese, subito postate su Facebook, parlando di “petrolio” e di situazione “da denuncia”: «Residui di grasso, residui di benzine. Questo è il nostro mare, Bandiera blu… Questa è una vergogna, questo è da denuncia. Questo video qui farà il giro e vi sputtaneremo». Sul caso ha risposto la capitaneria di porto: “L’operazione è sotto controllo e viene fatta da anni. Probabilmente i fanghi sotterranei hanno anche materiale vegetale in putrefazione”. Arpat e carabinieri, comunque stanno facendo i rilievi proprio in queste ore. Operatori Arpat, l’azienda di protezione ambientale della Toscana hanno effettuato un sopralluogo prelevando alcuni campioni, che saranno trasferiti ai laboratori dell’Agenzia per gli opportuni accertamenti. “I risultati delle analisi, quando disponibili, saranno resi pubblici. Comunque – si legge in una nota dell’Arpat – si fa presente che anche nel corso del 2015, per lavori analoghi, a seguito di un esposto da parte di un cittadino, l’Agenzia effettuò dei controlli, che non rilevarono la presenza di inquinanti ma furono riscontrate irregolarità segnalate alle autorità competenti. Ad esempio qui possiamo vedere un ripascimento svolto da un’azienda specializzata sul litorale di Jesolo e Cortellazzo:

La denuncia per il video delle Iene Maremmane 

Il Giunco, quotidiano on line della Maremma, fa sapere che il video sta danneggiando i balneari che hanno paura che la sua diffusione influisca sulla stagione turistica: «Questo è un danno enorme, ma non solo per noi, che pure diamo lavoro a 87 persone – precisa Luciano Serra, presidente della società Marina di San Rocco, che gestisce il porto  –, per tutta la nostra terra. Per questo abbiamo dato mandato al nostro avvocato per tutelarci». Una scelta che potrebbe essere seguita anche dalla Pro loco di Marina di Grosseto «In caso ci fossero gli estremi, saremo pronti a denunciare chi ha pubblicato i video in rete, causando danni enormi al nostro turismo». Afferma la Proloco che martedì 26 aprile, alle ore 21, ha indetto una riunione aperta a tutta la cittadinanza, per discutere dell’argomento. L’ARPAT fa sapere che effettuerà comunque dei controlli:

In relazione ai lavori in corso di pompaggio di sabbie dall’area portuale di Marina di Grosseto ed il loro riversamento sul vicino litorale, si fa presente che operatori ARPAT del Dipartimento di Grosseto oggi, sabato 23 aprile 2016, hanno effettuato un sopralluogo prelevando alcuni campioni, che saranno trasferiti ai laboratori dell’Agenzia per gli opportuni accertamenti. I risultati delle analisi, quando disponibili, saranno resi pubblici.
Comunque si fa presente che anche nel corso del 2015, per lavori analoghi, a seguito di un esposto da parte di un cittadino, l’Agenzia effettuò dei controlli, che non rilevarono la presenza di inquinanti ma furono riscontrate irregolarità segnalate alle autorità competenti.

Ma gli autori del video continuano a dire che hanno ragione loro e sulla pagina continuano allegramente a sostenere la loro tesi. I commenti non sono esattamente entusiastici:
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Foto copertina da La Nazione