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Dopo le elezioni: tre scenari per un nuovo governo

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Lo scenario più probabile che ci aspetta il 5 marzo è la vittoria del centrodestra: quando i sondaggi non erano ancora vietati la coalizione di Berlusconi, Salvini e Meloni era molto vicina alla maggioranza in entrambe le Camere; se arrivasse il superamento del magic number almeno in uno dei due rami del Parlamento, per Mattarella non ci sarebbe molto da scegliere anche senza aprire le mail di Di Maio: l’incarico andrebbe a chi viene indicato da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia.

Scenario n. 1 – Renzusconi

Ma se i sondaggi dovessero prendere un granchio si aprono nuovi scenari in cui il Quirinale sarà protagonista. Il primo, quello preferito dal Fatto Quotidiano, è l’alleanza tra Partito Democratico e Forza Italia. Il PD potrebbe fare un balzo in avanti nella rappresentanza elettorale grazie ai meccanismi del Rosatellum e presentarsi così come primo gruppo parlamentare al Senato, come auspicato dal suo segretario nei giorni scorsi.

berlusconi renzi

Silvio e Matteo così potrebbero rispolverare il patto del Nazareno in nome della governabilità e potrebbe tornare buono il nome di Paolo Gentiloni per il governo, sul quale comunque Forza Italia ha già deciso per il nome di Antonio Tajani. Questo scenario però contiene un elemento di irrealtà: anche se tutto dovesse andare per il verso giusto difficilmente Forza Italia e Partito Democratico, insieme, raggiungerebbero un numero di deputati e senatori sufficiente per avere la maggioranza. E allora le ipotesi sono due: fare scouting tra i “responsabili” che potrebbero spuntare a destra con la Lega magari galvanizzata dall’iniziativa politica di Roberto Maroni, e con Fratelli d’Italia. Oppure provare a rimediare voti tra gli eletti M5S nel frattempo cacciati.

Scenario n. 2 – Il patto di Neanderthal tra Lega, M5S e FdI

Un altro scenario possibile è quello dell’alleanza tra Lega, MoVimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Uno schema di cui si parla dal marzo scorso con vari tentativi di avvicinamento e successivi ripensamenti; l’impressione è che la campagna elettorale abbia ampliato le divergenze tra Salvini, Meloni e Di Maio anche se Gianluigi Paragone, ex direttore della Padania oggi diventato candidato grillino, si è offerto come pontiere e mediatore tra Salvini e Di Maio, parlando di una mediazione possibile sui temi dell’Europa e dei migranti (e già così basta per immaginare in che modo si svolgerà la mediazione).

salvini di maio

“Noi Gruppi, attraverso un metodo che mi sono permesso di individuare, dobbiamo trovare la quadra, non andare dal Presidente e dire devi trovare la quadra tu”, dice oggi Di Maio a RTL. Magari nel metodo che Luigino “si è permesso di individuare” c’è anche la quadra con Salvini e Meloni. Certo, nel M5S c’è chi ha già detto no a un’alleanza con la Lega. Ma quello non è mai stato un problema per i grillini.

Scenario n. 3 – Tutti contro Silvio e Salvini

C’è poi uno scenario più di fantasia che reale, anche perché i numeri ad oggi non sembrano garantirne in alcun modo l’attuazione. E sarebbe quello della maggioranza composta tra Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle e Liberi e Uguali contro il “pericolo” Berlusconi-Salvini. Praticamente si tratterebbe di una riedizione del tavolo di Bersani con Crimi e Lombardi con cinque anni di ritardo rispetto a quando i numeri c’erano. Per il M5S si tratterebbe di proporre un’alleanza con il nemico indicato come il Male Assoluto fino al giorno prima: Di Maio rischierebbe di dimezzare i voti dei grillini e pagarla amaramente all’interno.

bersani m5s pd

Lo stesso ragionamento vale per il Partito Democratico, che comunque riuscirebbe nell’impresa di uscire sconfitto dalle elezioni e tornare al governo, unico caso dal 1994. Qui però ad oggi stiamo parlando davvero di fantapolitica.

Foto copertina da: Fotomontaggi politici