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Antonio Tajani: il candidato premier di Silvio Berlusconi

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Il nome di Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, è quello che con più insistenza viene fatto quando si parla di un possibile Presidente del Consiglio in caso di vittoria del centrodestra. O meglio Silvio Berlusconi vorrebbe che a Palazzo Chigi ci andasse Tajani, i suoi alleati – Matteo Salvini in testa – per il momento hanno altri piani. Il dato di fatto è che Berlusconi non potrà, almeno fino al 2019, essere nominato primo ministro e quindi al momento Forza Italia non ha un “candidato premier”.

Il pressing di Berlusconi su Tajani

Ad una settimana dal voto (e dal fatidico annuncio) Tajani non sembra però avere fretta. Anche perché ci tiene a ribadire che nessuno potrà sostituire Berlusconi come leader del centrodestra. Non c’è nessuno che possa sostituirlo e Tajani non ha la presunzione di considerarsi il suo erede. Insomma Tajani prende tempo, si dice “gratificato” dagli attestati di stima nei suoi confronti, soprattutto da parte di Berlusconi, ma fa sapere che al momento sta facendo il Presidente del Parlamento Europeo e che non partecipa alla campagna elettorale. Per Tajani non è giusto di parlare di questioni italiane, almeno fino al 4 marzo. Il leader di Forza Italia lo sa e oggi, ribadento che Tajani sarebbe un candidato eccellente, ha detto: «Sono vincolato da lui, per l’altissima carica che ricopre, a fare il suo nome soltanto quando lui me ne darà l’autorizzazione». Autorizzazione che arriverà dopo il 4 marzo?

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Antonio Tajani (al centro) con Renato Brunetta, Paolo Romani e Lara Comi di Forza Italia [via Twitter.com]
Al tempo stesso il Presidente del Parlamento Europeo ci tiene a rimarcare da che parte sta, ovvero con Forza Italia: «Io non ho fatto giri di valzer in vita mia, sono stato sempre dalla stessa parte. E sono stato conquistato da Berlusconi per gli ideali che portava avanti, quelli di un leader moderato che anche l’Europa vede come il più affidabile in questa area politica». Ed è proprio sui questo essere “sempre stato dalla stessa parte” che lascia intendere che se c’è uno che è stato sempre fedele a Silvio quello è proprio lui. E chi meglio di uno così fedele potrà interpretare il ruolo di Presidente del Consiglio in sua vece? Nessuno, appunto.

Antonio Tajani, dall’Unione Monarchica a Forza Italia

Antonio Tajani è stato tra i fondatori di Forza Italia, partito cui ha aderito nel 1994, all’epoca lavorava come giornalista al quotidiano “di famiglia” di Berlusconi, Il Giornale. Durante il primo governo Berlusconi Tajani ha ricoperto il ruolo di portavoce del Presidente del Consiglio ma non è mai stato eletto al Parlamento italiano. La carriera politica di Tajani si è svolta tutta all’interno del Parlamento e delle istituzioni europee. È stato eletto per la prima volta all’Europarlamento nel 1994 e ci è rimasto fino ad oggi venendo riconfermato per tre volte. In Europa Tajani ha ricoperto due volte il ruolo di Commissario europeo (prima per i trasporti e poi per l’industria e l’imprenditoria) all’interno delle due Commissioni presiedute da José Manuel Durão Barroso. Dal 2014 al 2017 è stato vicepresidente dell’Europarlamento e il 17 gennaio 2017 ne è stato eletto Presidente (il primo italiano dopo 40 anni), succedendo al tedesco Martin Schulz.

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via Twitter.com

Ma la politica è sempre stata una passione di Tajani, anche prima della nascita di Forza Italia. In gioventù, negli Anni Settanta, Tajani è stato militante del Fronte Monarchico Giovanile, movimento giovanile dell’Unione Monarchica Italiana (UMI), all’interno della quale ricopriva la carica di vicesegretario. In seguito si è è sempre dichiarato favorevole al rientro dei Savoia in Italia. Le malelingue dicono che proprio per il suo passato monarchico Tajani si trova bene alla corte di Berlusconi. Il Corriere ha definito Tajani e Paolo Gentiloni i “gemelli diversi” della politica italiana. Hanno all’incirca la stessa età (Tajani è del 1953 Gentiloni del 1954), hanno studiato nella stessa scuola (il liceo Tasso di Roma) ed entrambi hanno iniziato la carriera politica come portavoce. Il primo di Berlusconi, il secondo di Francesco Rutelli quando era sindaco di Roma. Tutti e due hanno provato a diventare sindaco di Roma, ed entrambi hanno fallito. A dividerli il credo politico, Tajani fin dal liceo era schierato a destra. E il fatto che Gentiloni sia di origini nobiliari mentre Tajani sia “solo” monarchico. Verrebbe quasi da dire che Tajani potrebbe avere il profilo giusto per guidare una grande coalizione.

Foto copertina via Facebook.com