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Le elezioni in Francia e i sondaggi

marine le pen emmanuel macron

A meno di una settimana dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi del 23 aprile, l’ultimo sondaggio di Opinion Way commissionato dal quotidiano ‘Les Echos’, registra una situazione di assoluta incertezza. I quattro candidati più accreditati per la vittoria finale sono ormai divisi da una manciata di voti e all’interno di una forchetta di 4 punti percentuali. I due candidati in testa, Marine Le Pen e Emmanuel Macron, secondo il sondaggio, si trovano appaiati al 22%, con la leader del Front National che perde un punto.

Le elezioni in Francia e i sondaggi

Subito dietro al duo di testa, a sorpresa, si piazza François Fillon, a lungo considerato già battuto a causa dello scandalo PenelopeGate ma evidentemente in ripresa: il candidato della destra repubblicana guadagna un punto e si attesta al 21% delle intenzioni di voto dei francesi, un soffio dietro i primi due. Resta saldamente quarto il candidato della sinistra radicale, Jean-Luc Melenchon, che continua ad aggirarsi attorno al 18%. Fuori dai giochi invece, almeno stando alle percentuali riportate oggi da ‘Opinion Way’, il candidato ufficiale del partito socialista, Benoit Hamon, che si muove attorno all’8%.

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Il sondaggio di Les Echos

Dalle parti della Le Pen i cinque punti in meno rispetto a un mese fa pesano come macigni. Un mancato passaggio al secondo turno sarebbe catastrofico, il futuro di Marine al vertice del partito sarebbe rimesso in discussione sia dal padre Jean-Marie, sia dalla nipote Marion. La crescita di Mélenchon, anche lui antieuropeo e “rottamatore”, le ha nuociuto. “Serena”, come la descrive il suo staff, Marine si prepara agli ultimi due appuntamenti – comizi di Parigi lunedì e Marsiglia mercoledì – ben sapendo di giocarsi tutto. Non è tranquillo, nonostante la performance straordinaria degli ultimi giorni, neppure Mélenchon, capo della “Francia indomita”. Gli concedevano il 10%, ma la ferita del 2012 – il 17% dei sondaggi ridotto nelle urne a un misero 11% – ancora brucia.

Le elezioni in Francia

A pronunciarsi sono chiamati oltre 45 milioni di francesi ma il 31% di loro pensa di non recarsi alle urne né per il primo turno di domenica 23 aprile né per il ballottaggio del 7 maggio. Sarebbe un’astensione da record, ma per il secondo turno molto dipenderà da chi saranno i due sfidanti. I primi exit-poll, saranno disponibili a partire dalle 20 nelle due giornate di votazione. Si voterà ovunque dalle 8 alle 20, senza la regola del passato che prevedeva la chiusura dei seggi dei centri più piccoli alle 18 e che ha reso possibili “fughe” di risultati in anticipo. Per candidarsi all’Eliseo occorre presentare al Consiglio costituzionale una lista di 500 firme di “patrocinatori” (parlamentari, sindaci o consiglieri regionali). Ogni candidato ha dovuto depositare una dichiarazione dei propri redditi e proprietà ad una Authority della trasparenza, che le ha pubblicate on line. Elezioni primarie sono state organizzate soltanto dalla destra dei Républicains, dai socialisti e dai verdi di Europe-Ecologie. Il nuovo presidente che uscirà dalle urne dovrà governare con un primo ministro e una maggioranza che usciranno dalle Elezioni politiche dell’11 e 18 giugno per rinnovare Assemblée Nationale e Senato. Per la prima volta nella Quinta repubblica, il presidente in carica, il socialista Francois Hollande, ha deciso di non presentarsi per un secondo mandato. Il sistema elettorale, a scrutinio uninominale maggioritario a due turni, prevede il ballottaggio a meno che uno dei candidati non superi il 50% al primo turno, una circostanza che non si è però mai verificata finora. Il presidente eletto resta all’Eliseo per cinque anni, come ha voluto la riforma costituzionale di Jacques Chirac, che nel 2000 ha diminuito da sette anni a cinque il mandato presidenziale.