Cultura e scienze

Le chiacchiere da bar del Papa sul gender

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Cosa sa il Papa della cosiddetta Teoria del Gender? Dovrebbe saperne molto, visto che l’idea che esista una “teoria del gender” che minaccia il matrimonio eterosessuale è stata inventata proprio dal Pontificio Consiglio per la Famiglia quindici anni fa fa per avvertire dei pericoli di un’ideologia che «che nega l’importanza della differenza dei sessi e favorisce l’esercizio sterile e ludico della sessualità. Si arriva a considerare la famiglia un residuo storico destinato a scomparire in un prossimo futuro». In pratica però come dimostra quanto detto dal Pontefice durante la visita pastorale in Georgia e Azerbaigian Papa Francesco di gender ne parla come potrebbe fare chiunque al bar.

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Le cose veramente disoneste, no eh! (fonte: La Repubblica del 03/10/2016)

Il Papa crede nell’esistenza del gender

Due giorni fa a Tbilisi in Georgia il Papa ha spiegato che la cosiddetta teoria del Gender è il nemico principale del matrimonio, nei confronti del quale è stata scatenata una vera e propria guerra mondiale. Rispondendo ad una ragazza Papa Bergoglio ha spiegato: “Tu, Irina, hai menzionato un grande nemico oggi del matrimonio, la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee. Ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono“. Il che è perfettamente in linea con quanto scritto nel documento Famiglia, matrimonio e unioni di fatto pubblicato nel 2000 dal Pontificio Consiglio della Famiglia dove l’ideologia “gender” veniva spiegata in questi termini:

L’ideologia di “gender” ha trovato nell’antropologia individualista del neo-liberalismo radicale un ambiente favorevole. La rivendicazione di uno statuto analogo, per il matrimonio e per le unioni di fatto (incluse quelle omosessuali) è oggi generalmente giustificato facendo ricorso a categorie e termini derivanti dall’ideologia di “gender”. Esiste così una certa tendenza a designare come “famiglia” ogni tipo di unioni consensuali, ignorando la naturale inclinazione della libertà umana alla donazione reciproca, e le sue caratteristiche essenziali, che sono la base di questo bene comune dell’umanità che è l’istituzione matrimoniale.

Notate che all’epoca la Chiesa era preoccupata più dalle unioni di fatto (eterosessuali) che dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, la cui esistenza era paventata ma era ancora di là da venire nel dibattito politico italiano. Ma in Georgia Papa Francesco è andato oltre perché l’ideologia gender a suo dire non solo minaccia l’istituzione matrimoniale creando “nuove forme” di unione ma mette a repentaglio anche l’esistenza stessa dei matrimoni che sono già stati celebrati. In che modo? Con il divorzio. Il che però ha ben poco a che fare con gli studi di genere (o gender studies) propriamente detti. Ma questo Papa, che è tanto buono e caro, ci fa notare che qualcuno deve pur pagare le spese del divorzio causato dal gender aggiungendo anche il classico perché nessuno pensa ai bambini??

Chi paga le spese del divorzio? Due persone. Ma paga Dio, perché quando si divorzia una sola immagine si sporca, paga Dio. E pagano i figli. Voi noi sapete quanto soffrono i bambini quando vedono le liti e la separazione dei genitori

Niente di nuovo sotto il Sole, ad aprile il Papa aveva espresso più o meno gli stessi concetti sconclusionati a proposito dell’ideologia gender nell’Esortazione Amoris Laetitiae scrivendo che

È inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione di bambini. Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti.

Il Papa qui stava facendo riferimento alla nota bufala dell’educazione sessuale “a favore del Gender” imposta dai vari teorici dell’omosessualismo che governano l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma nel suo scritto il Santo Padre dimostra anche di non aver compreso minimamente l’essenza degli studi di genere che non sono un’ideologia ma che sono in realtà un insieme non omogeneo di indirizzi di ricerca che mirano a individuare e a spiegare i motivi per cui ad un dato genere (maschile o femminile) vengano attribuiti dei ruoli specifici non strettamente legati alle caratteristiche sessuali (ad esempio perché le donne guadagnano meno degli uomini). La confusione papale è tale che in un passaggio successivo Bergoglio finiva sostanzialmente per dare ragione a quello che sostengono da anni i gender studies:

È vero che non possiamo separare ciò che è maschile e femminile dall’opera creata da Dio, che è anteriore a tutte le nostre decisioni ed esperienze e dove ci sono elementi biologici che è impossibile ignorare. Però è anche vero che il maschile e il femminile non sono qualcosa di rigido. Perciò è possibile, ad esempio, che il modo di essere maschile del marito possa adattarsi con flessibilità alla condizione lavorativa della moglie. Farsi carico di compiti domestici o di alcuni aspetti della crescita dei figli non lo rendono meno maschile, né significano un fallimento, un cedimento o una vergogna. Bisogna aiutare i bambini ad accettare come normali questi sani “interscambi”, che non tolgono alcuna dignità alla figura paterna. La rigidità diventa una esagerazione del maschile o del femminile, e non educa i bambini e i giovani alla reciprocità incarnata nelle condizioni reali del matrimonio. Questa rigidità, a sua volta, può impedire lo sviluppo delle capacitò di ciascuno, fino al punto di arrivare a considerare come poco maschile dedicarsi all’arte o alla danza e poco femminile svolgere un incarico di guida. Questo, grazie a Dio, e’ cambiato, ma in alcuni luoghi certe concezioni inadeguate continuano a condizionare la legittima libertà e a mutilare l’autentico sviluppo dell’identità concreta dei figli e delle loro potenzialità.

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Fonte: Corriere della Sera del 03/10/2016

L’intervista al Papa sui pericoli del Gender

Sul volo di ritorno in Italia i giornalisti del seguito pontificio hanno avuto modo di intervistare il Pontefice su una serie di tematiche tra cui – ovviamente – anche la fantomatica ideologia gender. Il Corriere della Sera relega ingiustamente l’intervista del Papa a pagina 17 ma anche in quest’occasione il Sommo Pontefice ha avuto modo di mostrare tutta l’ambivalenza della Chiesa rispetto ad una tematica da lei stessa inventata. Un giornalista chiede al Papa cosa intende quando parla del grande pericolo del gender nei confronti del matrimonio, ha per caso a che fare con la condizione delle persone omosessuali? Il Papa risponde negando che il problema siano i gay, lui stesso nella sua vita di sacerdote e Vescovo ha accompagnato persone con tendenze e  anche pratiche omosessuali avvicinandoli al Signore senza mai abbandonarli, insomma manca poco che Bergoglio dica “ho anche amici gay ma..”. Non è questo però il punto sul quale voleva portare l’attenzione parlando dei pericoli del gender nella risposta a quella ragazza a Tbilisi; il Papa voleva invece denunciare la cattiveria del gender compiuta attraverso l’indottrinamento. Per spiegare cosa intende racconta l’episodio riferitogli da un genitore:

Un papà francese mi raccontava del figlio di dieci anni, alla domanda “cosa vuoi fare da grande” ha risposto: la ragazza! Il padre si è accorto che nei libri di scuola si insegnava la teoria gender, e questo è contro le cose naturali. Una cosa è una persona che ha questa tendenza, o anche che cambia sesso. Un’altra è fare insegnamenti nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità: lo chiamo colonizzazione ideologica». .

Insegnare il gender a scuola è contro le cose naturali, lo dice il Papa che crede che nelle scuole si insegni davvero ai bambini a diventare omosessuali e che quindi dovrebbe telefonare il prima possibile al servizio di emergenza allestito dalla Regione Lombardia o al limite, se trova occupato, al numero messo a disposizione da Forza Nuova. Il Papa ha proseguito raccontando la storia di “lui che era lei ma è lui” (ed ora sta con lei) ovvero la storia di una donna che ha cambiato sesso ed è diventata uomo e di come sia stato “tanto accompagnato” dal suo Vescovo

Poi ha cambiato la sua identità civile, si è sposato e mi ha scritto che per lui sarebbe stata una consolazione venire da me con la sua sposa. Lui che era lei ma è lui. Li ho ricevuti, erano contenti.

Non tutti hanno accettato la nuova coppia, il Papa racconta che un giovane sacerdote non era affatto contento mentre un altro, più anziano, era molto più ben disposto. Poi però nella narrazione papale qualcosa si inceppa:

Nel quartiere dove abitava c’era un sacerdote nuovo che appena lo vedeva lo sgridava: andrai all’inferno! Il vecchio sacerdote ottantenne invece gli diceva: da quant’è che non ti confessi?, vieni e potrai fare la comunione. Capito? La vita è vita, le cose si devono prendere come vengono. Il peccato è peccato, ci sono le tendenze, gli squilibri ormonali, esistono tanti problemi e dobbiamo essere attenti non dire “è tutto lo stesso, facciamo festa”. Ma ogni caso bisogna accoglierlo, accompagnarlo, discernerlo e integrarlo. È un problema di morale, umano, e si deve risolvere come si può, sempre con la misericordia di Dio, con la verità ma sempre col cuore aperto.

Proprio come quando si parla di queste cose al bar, magari commentando la notizia del Papa che si scaglia contro “il gender”, Bergoglio butta lì qualche concetto chiave senza esplicitare il ragionamento: nel calderone  ci sono le tendenze, il peccato, gli squilibri ormonali e la voglia di fare festa. Qualcuno ha capito davvero cosa stesse dicendo il Papa e cosa pensasse davvero sul gender e sugli omosessuali? Non è importante perché c’è la misericordia di Dio che ci aiuta sempre!
EDIT: Il governo francese interviene sulle dichiarazioni fatte dal Papa sul volo di ritorno da Baku. Il ministro dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem ha attaccato il Pontefice sulla storiella del papà francese che avrebbe scoperto che sui libri di testo in Francia insegnano l’ideologia gender: «Consiglio al Papa che in uno dei prossimi viaggi in Francia venga alle riunioni dei docenti della scuola francese e di sfogliare egli stesso questi manuali scolastici e spiegarmi dove ci sarebbe una teoria del gender che non esiste affatto in questi libri». Secondo il ministroil Papa è vittima anch’egli della massiccia campagna di disinformazione svolta dai fondamentalisti: «Non avrei mai immaginato che il Papa si facesse abbordare dai fondamentalisti e dalla loro follia menzognera. Questo mi fa arrabbiare!» ha concluso Najad Vallaud-Belkacem.