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Le 4 persone arrestate in Campania per "terrorismo di matrice neonazista"

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Campania femminicidio bolzano

Le accuse sono gravi e hanno portato alla misura cautelate detentiva (in carcere) nei confronti di quattro cittadini italiani residenti in alcune province della Campania. Si parla di associazione a delinquere con finalità di terrorismo di matrice neonazista, suprematista e negazionista. Questa mattina, la Polizia di Napoli – seguendo l’ordinanza del Procuratore della Repubblica partenopea – è intervenuta nel capoluogo campano, a Caserta e ad Avellino per decapitare questa organizzazione che, però, non sarebbe limitata a quella Regione.

Campania, 4 persone arrestate per “terrorismo di matrice neonazista”

Le indagini, nel corso dei mesi scorsi, è stata condotta Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dal Servizio Polizia Postale e Comunicazioni e dalla Digos. Le forze dell’ordine hanno monitorato le chat e le comunicazioni tra i quattro arrestati questa mattina e hanno rilevato gli estremi per l’accusa di terrorismo. Una minaccia che, dunque, sarebbe attuale e concreta. Questa associazione criminale, inoltre, avrebbe basato le sue attività minacciose – nei confronti dell’ordine pubblico e delle istituzioni – seguendo dettami di stampo neonazista e supremastista. Il tutto condito, come palesato dalle chat tra loro, dal negazionismo (anche se non è chiaro su quali temi).

Questa mattina, dunque, la Polizia è intervenuta in tre province della Campania (Napoli, Caserta e Avellino) per decapitare questa organizzazione, ponendo i quattro accusati agli arresti (in carcere). Ma l’onda lunga dell’indagine non si è fermata lì. Nelle stesse ore, infatti, un’altra persona – residente a Roma – a ricevuto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per rispondere delle medesime accuse mosse nei confronti degli altri quattro finiti in manette: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Ma nelle carte della Procura di Napoli sono state disposte perquisizioni sparse su tutto il territorio italiano nei confronti di circa 30 persone che sarebbero legate alla stessa rete di stampo neonazista, suprematista e negazionista.