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Il Lazio assume ginecologi non obiettori per l'aborto

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Un concorso riservato unicamente a ginecologi dedicati alla legge 194 per contrastare l’enorme ricorso all’obiezione di coscienza che in molte regioni d’Italia rende sempre più difficile accedere all’aborto. Alla fine la Regione Lazio ce l’ha fatta e due dirigenti-medici entreranno nell’équipe di interruzione volontaria di gravidanza dell’ospedale San Camillo-Forlanini, come racconta oggi Repubblica in un articolo firmato da Maria Novella Oppo.

Si sa infatti che sempre più spesso medici assunti come non obiettori, proprio per evitare la desertificazione dei reparti della 194, si sono appellati quasi subito all’articolo 9 della legge per abbandonare il servizio. In questo caso invece, come spiega Fabrizio d’Alba, direttore generale del San Camillo-Forlanini, «se chi ha vinto il concorso farà obiezione nei primi sei mesi dopo l’assunzione, potrebbe rischiare il licenziamento, perché sarebbe inadempiente rispetto al compito specifico per cui è stato chiamato». E dopo, invece, passato il periodo di prova, il rifiuto di fare interruzioni volontarie di gravidanza potrebbe portare «alla mobilità o addirittura alla messa in esubero».

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L’obiezione di coscienza sull’aborto in Italia (La Repubblica, 22 febbraio 2017)

In tutto il Lazio i ginecologi obiettori sono l’80%. «Una grande novità — aggiunge Fabrizio d’Alba — che finalmente riequilibra l’applicazione della legge 194, oggi depotenziata dal ricorso all’obiezione. Ed è dunque evidente che chi ha deciso di partecipare ad un concorso con questa finalità dovrà rispettare quanto scritto nel bando».

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