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Il lavapiatti decapitato a Torino per 1200 euro?

Il corpo senza vita del 25enne originario del Bangladesh, Mohammad Ibrahim, è stato ritrovato all’interno della sua abitazione di Corso Francia a Torino

Lavapiatti decapitato

Sembra esserci una pista seguita dagli inquirenti per la brutale uccisione di Mohammad Ibrahim. L’uomo, 25 anni bengalese, è stato trovato morto all’interno della sua abitazione di corso Francia a Torino. Il caso del lavapiatti decapitato potrebbe esser frutto di un debito non pagato dal giovane. E tutto sarebbe partito da un matrimonio combinato non onorato. Queste sembrano le prime evidenze emerse dalle indagini preliminari iniziate nelle notte tra martedì e mercoledì, quando il suo corpo senza vita è stato ritrovato dal suo coinquilino.

Lavapiatti decapitato a Torino, la pista del debito da 1200 euro non saldato

La prima ricostruzione dell’accaduto si trova nelle pagine della cronaca torinese del quotidiano La Repubblica. Attorno alla mezzanotte tra martedì e mercoledì, il coinquilino di Mohammad Ibrahim ha avvisato i soccorsi e le forze dell’ordine dopo essersi trovato davanti a una macabra scena. Il 25enne, infatti, era riverso sul pavimento in una pozza di sangue. Secondo i primi riscontri visivi sul corpo della vittima, sarebbe stato prima accoltellato al collo e poi sgozzato completamente con un colpo solo. Probabilmente dopo esser già morto. Secondo il quotidiano, le indagini hanno già individuato una pista da seguire.

Sono entrati con l’intenzione di uccidere, probabilmente per un debito di 1200 euro contratti per celebrare un matrimonio combinato in Bangladesh, che poi all’ultimo era saltato.

Il 25enne, dunque, non aveva ancora saldato un debito. A causa della pandemia, infatti, non era ancora riuscito a mettere da parte quella cifra – si parla di 1200 euro – da restituire, nonostante il suo lavoro da lavapiatti in una pizzeria di Collegno. Un caso che, comunque, ha ancora più ombre che luci e questa – al momento – resta solamente una delle ipotesi al vaglio. Probabilmente, però, le testimonianze raccolte nelle ultime 24 ore hanno indicato questa pista come una delle più accreditate per la ricostruzione di questo brutale omicidio a Torino.

(foto: da Google Maps)