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Laurel Hubbard, la prima transgender qualificata alle Olimpiadi. La vedremo a Tokyo

“Le regole che mi hanno permesso di competere sono entrate in vigore per la prima volta nel 2003. 10 anni fa il mondo forse non era pronto per un’atleta come me e forse non lo è ora”

Il suo nome è Laurel Hubbard, ha 43 anni, è una sollevatrice di pesi, ed è neozelandese. Ma soprattutto: è la prima atleta transgender a competere ai Giochi Olimpici. Vero è che ancora non c’è l’ufficializzazione della sua squadra, ma è arrivato il via libera da parte della federazione internazionale. C’è da dirlo: è una notizia che divide. Anche perché Laurel ha già partecipato ad alcune competizioni internazionali, e ha gareggiato nella categoria uomini. Ora però potrebbe realizzare il suo sogno, scontrandosi contro le donne. Lei che, da 13 anni, ha iniziato il percorso per diventare una donna (prima si chiamava Gavin) e che ora ha livelli di testosterone inferiori a quelli richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale. Ed è per questo (il testosterone è l’ormone che appartiene alla categoria degli androgeni), che potrà gareggiare contro le donne. Ecco la nota del Comitato Olimpico Neozelandese:

NZOC può confermare che è molto probabile che i sistemi di qualificazione della federazione internazionale (IF) riveduti permetteranno ad un certo numero di sollevatori di pesi neozelandesi, tra cui l’atleta transgender dei Giochi del Commonwealth Laurel Hubbard, di avere assegnato un posto in quota IF per Tokyo 2020.

Qualche anno fa, nel 2017, Laurel non aveva nascosto il desiderio di essere considerata una donna, come lei si sente. Aveva detto: “Le regole che mi hanno permesso di competere sono entrate in vigore per la prima volta nel 2003. 10 anni fa il mondo forse non era pronto per un’atleta come me e forse non lo è ora. Ma almeno ho avuto la sensazione che le persone fossero disposte a considerarmi per queste competizioni e sembrava il momento giusto per mettersi in gioco”. E invece oggi la notizia è questa: che finalmente il mondo, seppure le polemiche saranno forti e i contrari alzeranno la voce, i Giochi olimpici son pronti. E noi con loro. Che non vediamo l’ora che Laurel possa realizzare il sogno di essere vista dagli altri per quello che è: una donna.