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L'attentato al mercato di Natale a Berlino

Dodici morti e quarantotto feriti. Tra i mercatini di Natale a Berlino un camion scuro si è lanciato contro la folla in un attentato molto simile a quello di Nizza. All’interno del Tir c’erano due uomini: uno è stato ucciso, l’altro arrestato. L’autocarro ha invaso un marciapiede vicino alla Chiesa del Ricordo nel quartiere di Charlottenburg, in pieno centro, nella parte Ovestt della città. Il camion proveniva dall’Italia. Risulta di un’azienda di trasporti polacca che sostiene di aver perso il contatto con il mezzo nel pomeriggio.

L’attentato a Berlino

La polizia ha reso noto che sul camion c’erano due persone: quello che si presume sia il guidatore è stato arrestato mentre il passeggero, sembra un polacco, è rimasto ucciso nell’impatto. L’ipotesi dell’attentato viene avvalorata dalla nazionalità dell’arrestato: ceceno o pachistano, secondo informazioni non confermate ma rilanciate dal sito del quotidiano Die Welt. Il camion, con targa polacca, era partito dall’Italia e doveva fermarsi a Berlino per consegnare un carico di ponteggi di acciaio prima di tornare in Polonia, secondo vari media (la polizia berlinese ha tuttavia avanzato il sospetto che sia stato rubato da un cantiere in Polonia). Il direttore dell’azienda di trasporto polacca ha dichiarato di ritenere che il tir sia stato rubato e il camionista, suo cugino, rapito.

L'attentato al mercato di Natale di Berlino
L’attentato al mercato di Natale di Berlino

L’agenzia Dpa, citando “ambienti della sicurezza”, scrive che il presunto guidatore del tir “potrebbe essere un pachistano o un afghano” anche se “un’identificazione precisa è difficile dato che probabilmente sono stati usati nomi falsi”. Il sito del quotidiano “Die Welt” verso l’una riportava che il guidatore è un “profugo pachistano”. Il quotidiano berlinese “Tagesspiegel”, sempre citando “ambienti della sicurezza”, riferisce che l’uomo sarebbe noto agli inquirenti per “piccoli crimini” e “non per un retroterra terroristico”. Il conducente aveva parlato anche con la moglie, che dopo le 16, pero’, non era più riuscita a raggiungerlo al telefono. Zurawski ha aggiunto di ritenere che il camion sia stato in qualche modo dirottato e di escludere che il cugino abbia compiuto l’attentato. Il mezzo proveniva dall’Italia e stata facendo tappa in Germania, dove doveva scaricare il carico, e poi ripartire diretto a ‘casa’ in Polonia a Stettino. Lo riferisce la corrispondente da Berlino del britannico Guardian, Kate Connolly, avanzando anche l’ipotesi che l’autista possa essere stato sequestrato e costretto con la minaccia delle armi a compiere la carneficina e Berlino.

I dodici morti di Berlino

L’ambasciata italiana a Berlino “non ha per il momento notizia di coinvolgimento di connazionali” nell’attentato avvenuto. “Le autorità tedesche – ha aggiunto l’ambasciatore Piero Benassi a Rai news 24 – si sono impegnate a tenerci costantemente informati”.L’Unita’ di crisi della Farnesina ha avviato “verifiche”.


Il Tir ha finito la sua corsa sotto la Gedaechtniskirche, la cosiddetta ‘Chiesa del ricordo’ che commemorava un imperatore ma soprattutto le distruzioni belliche con la sua guglia spezzata. Un moncone che i berlinesi chiamano il “dente cariato” e che è il centro della ex-Berlino ovest dei tempi del Muro: un doppio simbolo del passato tedesco sviluppatosi nell’orrore nazista seguito dallo storico abbaglio comunista. Più avanti, sulla Budapesterstrasse, si erge il palazzone dell’Europa Center, con la stella della Mercedes che anche stasera girava, come gira l’economia tedesca fatta di auto e tecnologia. E c’è un enorme fiocco di piccole luci che incarta un edificio sottostante.