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Le mani sporche sul comune di Latina

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Il Comune da spogliare per prendersi lavori da assegnare ad imprese amiche. A Latina la retata di politici di ieri mostra un terremoto di prima grandezza nella politica locale: in prima fila Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni che ha due suoi esponenti di primo piano indagati. Il primo è Giovanni Di Giorgi, ex sindaco della città, avvocato e militante in Fratelli d’Italia, alcuni esponenti della sua vecchia maggioranza (come i forzisti Giuseppe Di Rubbo e Vincenzo Malvaso), il dirigente comunale Rino Monti, deus ex machina dell’urbanistica. Il parlamentare e tesoriere di Fdi Pasquale Maietta si è visto depositare la richiesta d’arresto alla Camera: commercialista 45enne, presidente del Latina calcio, la società di serie B che ha ottenuto – come ha detto il procuratore capo De Gasperis – «vantaggi economici per una chiara collusione con l’amministrazione», stigmatizzando la «soggezione del Comune nei confronti del Latina calcio».

Le mani sul comune di Latina

Sono accusati di associazione a delinquere per reati che a vario titolo vanno dal falso all’abuso d’ufficio, dalla truffa aggravata al peculato d’uso, dal favoreggiamento alla turbata libertà degli incanti. La Procura di Latina ha riunito tre di filoni d’inchiesta che hanno riguardato l’amministrazione guidata da Di Giorgie ieri all’alba i carabinieri del comando provinciale hanno dato esecuzione alle misure cautelari firmate dal gip Mara Mattioli. Ci sono le varianti urbanistiche su misura,con particelle già espropriate dal Comune che un noto imprenditore edile, Massimo Riccardo, arrestato anche lui,«cede» all’ente come perequazione per un aumento di cubatura. Ci sono i 152 appalti “spacchettati”, con lavori affidati direttamente e sotto la soglia per effettuare gare sempre alle stesse ditte. Tutto per favorire il Latina calcio e la “Nuoto 2000” in una commistione tra politica e sport senza eguali. Le società prendevano, il Comune pagava. Spiega oggi il Messaggero:

Il magistrato non ha dubbi: «Negli anni della Giunta Di Giorgi si è assistito ad un vero e proprio “saccheggio”della città, con ingentissimi danni sia economici sia ambientali, posizionando nei posti strategici persone “fedeli” nei settori nevralgici della pubblica amministrazione, in modo d aoperare liberamente per il perseguimento di interessi propri degli amministratori nei vari settori oggetto di indagine degli imprenditori collusi». I carabinieri diretti dal colonnello Eduardo Calvi hanno fatto un lavoro certosino, indicato atti, date e favoritismi. «L’amministrazione era in uno stato di soggezione nei confronti del Latina calcio» – ha detto in conferenza stampa il procuratore Andrea De Gasperis.
«Favoritismi e dispregio delle procedure e delle norme». Questo è stato il centro-destra che ha amministrato la città prima del commissariamento e prima che vincesse la coalizione civica “Latina bene comune” che non a caso – per bocca del neo sindaco Damiano Coletta – ha parlato spesso dell’esistenza di un «sistema Latina». Eccolo. Scoperchiato con indagini iniziate dopo un’interrogazione parlamentare dei senatori ex 5 Stelle Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni, eletti proprio a Latina. Due esempi? Maietta – già indagato in “Don’t touch” per i suoi rapporti con il clan nomade della città – “costringe” un funzionario del Comune a comprare un gruppo elettrogeno da destinare al Latina Calcio dicendogli come si evince dalle intercettazioni: «Tu pensi di fare la guerra a me? Informati bene chi sono, se mi fai la guerra diventa un casino; risolvi ‘sto problema». Lo farà, noleggiando con un debito fuori bilancio quello che serviva. Emblematico quello che succede con la manutenzione del palazzetto dello sport. Si rompe il condizionatore? L’addetto alla manutenzione smonta una scheda dall’ospedale e la usa al palazzetto dello sport. Eccolo, il “sistema Latina”.

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Pasquale Maietta con Giorgia Meloni e Giovanni Di Giorgi prima delle elezioni europee 2014

Appalti truccati e favori

Per anni l’amministrazione comunale si sarebbe accollata spese che erano invece a carico di altri imprenditori. Come per esempio le utenze energetiche della piscina oggetto dell’interrogazione parlamentare: una somma di 400mila euro in due anni che sarebbe dovuta essere a carico del gestore dell’impianto. Gli investigatori avrebbero accertato, inoltre, che nell’assegnazione di appalti sarebbero state favorite quattro società, a cui ne sarebbero stati assegnati circa 150 in tre anni del valore complessivo di 2,4 milioni di euro. Per soddisfare le esigenze del Latina Calcio, invece, il Comune avrebbe realizzato una serie di opere, come l’ampliamento dello stadio comunale e il rifacimento di un campo di calcio destinato agli allenamenti della squadra, utilizzando procedure irregolari e traendo indebitamente dalle casse comunali oltre un milione di euro. Sono oltre 50 gli indagati nell’inchiesta che ha scosso il mondo della politica e dell’imprenditoria pontina. Il Latina Calcio si è chiuso in silenzio stampa affidando le proprie reazioni ad una piccola nota comparsa sul proprio sito. “Calciatori, staff tecnico e dirigenza – si legge – esprimono solidarietà e vicinanza al proprio presidente Pasquale Maietta”. Marco Marsilio, portavoce regionale di Fratelli d’Italia-An del Lazio, è stato l’unico del partito della Meloni a parlare: Rispettiamo il lavoro della magistratura e abbiamo fiducia nel fatto che, alla conclusione delle indagini e dei processi, emergera’ l’estraneita’ di Di Giorgi e Maietta dalle accuse addebitategli. Fratelli d’Italia-An a fronte delle prime notizie di indagini in corso nei loro confronti ha condiviso l’opportunita’ di una loro sospensione dalla politica attiva sul territorio e la scelta che non partecipassero alla recente campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Latina. Abbiamo gia’ dimostrato, senza averne alcun obbligo, di non avere interessi oscuri da difendere. Una scelta di rinnovamento, trasparenza e rispetto istituzionale che i cittadini hanno compreso e premiato mandando il nostro candidato sindaco al ballottaggio”.

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