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«L'allarme» per gli attacchi terroristici con i droni telecomandati in Italia

droni attacchi terroristici

A volte ritornano, è il caso dell’allarme per gli attacchi terroristici fatti utilizzando i droni telecomandati. Naturalmente non c’è nulla di certo, l’allarme, lanciato a Capodanno da un non meglio precisato Comando di Polizia di frontiera del Friuli Venezia Giulia parla più che altro della possibilità che eventuali terroristi possano ricorrere anche ai droni (ma nell’elenco ci sono autovetture rubate e altri mezzi di trasporto.
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Non un vero allarme ma un’informativa di carattere generale

Il Prefetto di Trieste e Commissario di Governo per il FVG, Annapaola Porzio proprio a proposito di quella notizia ha però fatto sapere che in Friuli Venezia Giulia “non c’è un allarme specifico di terrorismo con droni o con macchine rubate. È una delle mille ipotesi che girano e per le quali dobbiamo prestare la massima attenzione, in un’attività di prevenzione”. Insomma il pericolo non è specifico ma generico, come spiega meglio Porzio nel comunicato:

In un’attività consuetudinaria il ministero dell’Interno mette a conoscenza tutte le Prefetture degli spunti di interesse di carattere generale, e se ci sono anche particolare. In questo caso ci è arrivata una comunicazione di carattere generale relativa a una possibile, e nemmeno probabile, azione con i droni o con auto rubate. Come di routine, questa informazione viene passata anche agli uffici periferici sul territorio, perché tutti dobbiamo essere a conoscenza di questa eventualità. Quello ‘intercettato’ era uno di questi passaggi di comunicazione. Ma non c’è un allarme specifico che viene dal Friuli Venezia Giulia o ha come obiettivo specifico la nostra regione.

È quindi probabile che la notizia riportata oggi dal Giornale che riferisce di un simile avviso diramato il primo gennaio dalla Questura di Venezia nel quale viene segnalata “la possibilità del compimento di un attacco terroristico in Italia, di matrice islamista, contro obiettivi civili, tra il 2 gennaio ed il 6 gennaio, anche con l’utilizzo di droni e/o mezzi di trasporto o autovetture già oggetto di furto” sia da attribuirsi allo stesso genere di attività informativa del Ministero.
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Il Mossad avverte sul pericolo dei droni

Ma quanto è reale il pericolo di un attacco fatto utilizzando i droni telecomandati? Ieri l’Huffington Post parlava di una segnalazione specifica giunta dal Mossad – i servizi segreti israeliani – a proposito del fatto che in un paese del Mediterraneo alcuni terroristi avrebbero modificato i droni per consentire di renderli adatti al trasporto di esplosivo e trasformarli quindi in armi. Sempre secondo il Mossad i dispositivi così preparati sarebbero già in transito verso il nostro Paese dove arriverebbero via mare. Non ci vuole molto a capire a cosa stia facendo riferimento la soffiata del Mossad visto che a metà dicembre 2016 si è diffusa la voce – ovviamente non confermata – che il Mossad avrebbe ucciso “l’ingegnere dei droni di Hamas”. Si tratta del tunisino Mohammed Al-Zoari che effettivamente è stato ucciso il 15 dicembre nei pressi della sua abitazione a Sfax, in Tunisia. In realtà Al-Zoari (legato anche ai Fratelli Musulmani) più che ai droni “volanti” pare che in questi ultimi tempi fosse interessato alla costruzione di droni sommergibili in grado di colpire le piattaforme marittime al largo delle coste israeliane.
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Ma in passato “l’ingegnere dei droni” ha collaborato con Hamas anche alla realizzazione di piccoli “aerei suicidi” (che però hanno dimensioni più simili ai droni militari che a quelli “commerciali” radiocomandati) – era un ingegnere aeronautico del resto – quindi è probabile che ci siano organizzazioni terroristiche in possesso delle conoscenze necessarie per armare i piccoli velivoli radiocomandati. Il punto naturalmente riguarda il dove questi droni verrebbero utilizzati: lo scopo di Hamas è principalmente quello di colpire obiettivi israeliani in Israele, ma non si può escludere che altre organizzazioni terroristiche abbiano intenzione di usarli. Di certo si tratta di operazioni più complesse di quelle messe in atto dall’ISIS in Europa negli ultimi tempi, che richiedono una buona dose di pianificazione e di supporto logistico. Il paese del Mediterraneo cui fa riferimento la segnalazione del Mossad potrebbe essere quindi proprio la Tunisa, rimane da vedere e verificare se Al-Zoari e i suoi abbiano realmente già spedito via mare alcuni dei loro prodotti e se l’obiettivo sia davvero l’Italia.