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Cosa succede al Lago di Bracciano

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L’allarme siccità in Lazio si traduce con una crescente preoccupazione per il livello delle acque del lago di Bracciano. La situazione non è certo una novità dal momento già da diverso tempo i cittadini che fanno parte del progetto #openlake denunciano la situazione critica del lago. Già a marzo era stato organizzato un convegno per capire a cosa era dovuto l’abbassamento del livello del lago e per trovare possibili soluzioni.

Il preoccupante abbassamento delle acque del lago di Bracciano

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha risposto all’allarme sul livello dell’acqua del lago con un’ordinanza volta a limitare il consumo di acqua potabile. Si tratta però di un’ordinanza tipica del periodo estivo che – secondo gli abitanti dei comuni rivieraschi – non è in grado di risolvere davvero il problema che è sotto gli occhi di tutti. L’ordinanza del Comune di Roma infatti mira a limitare l’utilizzo di acqua potabile per l’irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine da giardino e il lavaggio di automobili. Il geologo Alessandro Mecalli di #openlake denuncia infatti che il livello dell’acqua si abbassa di un centimetro al giorno. Da inizio anno il livello si è abbassato di un metro e 40 centimetri.
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C’è chi si è spinto più oltre creando raffronti fotografici tra il livello delle acque del 2015 e quello attuale.

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Via Twitter.com

In alcuni punti del lago, in corrispondenza delle secche, stanno spuntando anche degli isolotti.
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Via Facebook.com

La situazione però non sembra essere determinata da cause naturali – come la siccità – ma dalle modalità di utilizzo dell’acqua del lago. E dai comuni di Bracciano si punta il dito contro Acea e contro la Capitale.

La preoccupazione per la scomparsa del lago di Bracciano

I sindaci di Anguillara, Trevignano e Bracciano, l’ente parco e il consorzio di navigazione hanno presentato un esposto alla procura per disastro ambientale. Sotto accusa ci sono le captazioni di acqua ad uso idropotabile per servire Roma Capitale effettuate da Acea/Ato 2. I comuni chiedono una revisione della concessione del 1990 con Comune di Roma nell’ottica di arrivare ad una gestione partecipata delle risorse. Quella concessione stabilisce che il lago di Bracciano può essere utilizzato come riserva idrica strategica del Comune di Roma. Ma secondo i sindaci oggi Acea/Ato 2 utilizza le acque prelevate dal lago per rifornire un comprensorio di 74 comuni.
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Anche il deputato PD originario di Anguillara Sabazia Emiliano Minnucci – che nei giorni scorsi ha depositato una denuncia contro Acea – ha criticato l’ordinanza Raggi definendola inutile e chiedendo provocatoriamente se la sindaca pensa che “oltre il GRA sono tutti imbecilli”. Per Minnucci l’ordinanza è una presa in giro.

L’ordinanza non è altro che un semplice atto amministrativo che ogni amministrazione locale delibera all’inizio della bella stagione per invitare i propri cittadini a razionalizzare l’uso dell’acqua domestica, peraltro imposto dalla stessa legge. Dal Comune più grande a quello più piccolo, da quelli del trevigiano a quelli siciliani: sono anni che i sindaci ordinano nei mesi estivi la razionalizzazione dell’acqua potabile per un uso solo domestico.

Proprio presso le idrovore di Acea nel comune di Anguillara Sabazia il 1 luglio è stata organizzata una manifestazione popolare in difesa del lago di Bracciano.
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Per Minnucci, così come per gli attivisti di #openlake il problema del livello dell’acqua del lago si risolve solo fermando o limitando fortemente le captazioni di Acea. Vale la pena ricordare che il Comune di Roma è azionista di riferimento di Acea e che quindi spetterà eventualmente anche a Virginia Raggi dare indicazioni in merito.