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L'affluenza alle primarie del PD a Roma

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Si va verso una flessione dell’affluenza alle primarie del Pd a Roma. L’ultima dato diffuso alle 18 dal comitato organizzatore delle primarie nella capitale era di circa 40mila votanti, un dato nettamente inferiore a quello complessivo del 2013 quando ai seggi andarono 100 mila persone. Un numero che allo stato parrebbe irraggiungibile. Ma c’è chi ci dice che qualche circolo è in controtendenza:


 

L’affluenza alle primarie del PD a Roma

A Roma ci sono stati episodi di intolleranza e addirittura di vandalismo verso alcuni seggi. In alcuni gazebo sono stati rubati di notte tavoli e sedie, mentre al circolo Pd di Tor Bella Monaca è stato inserito del silicone nella serratura per impedire l’apertura. A largo Appio Claudio i centri sociali hanno compiuto un blitz con foto di Carminati e Buzzi, protagonisti dell’inchiesta su Mafia Capitale. Ma i gazebo sono stati comunque tutti aperti, come ha sottolineato Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del Partito a Roma. “In un ora ci sono stati più votanti che alle Comunarie” di M5s, ha detto polemico. E le informazioni che arrivano da diversi seggi descrivono una platea di votanti caratterizzati soprattutto da anziani e pochi giovani. “Ha votato lo zoccolo duro del partito”, dicono al circolo di Torpignattara. Il raffronto con il 2013 non regge: alle primarie che hanno portato a candidare Ignazio Marino avevano votato più di 100mila persone. E tra chi non ha votato a questa tornata c’è proprio l’ex sindaco che, in serata, ad una iniziativa dei suoi sostenitori, ha detto di star lavorando al suo libro “in cui farà nomi e cognomi” raccontando anche la fine della sua esperienza in Campidoglio, sotto i colpi del Pd. La notte scorsa è stata movimentata da atti vandalici in alcuni gazebo, come denunciato dallo stesso Orfini: “Alla faccia di quelli che hanno passato il sabato notte a vandalizzare alcuni gazebo tutti i seggi sono regolarmente in funzione”. L’episodio più rilevante è avvenuto nel circolo Pd del VI Municipio, dove “ignoti hanno bloccato la porta del circolo mettendo del silicone nella serratura e imbrattando l’ingresso con dei manifesti. Nonostante l’atto vandalico, i volontari hanno riaperto il seggio e le operazioni di voto sono riprese regolarmente”. Il VI municipio (Tor Bella Monaca) è quello in cui c’è stata la più alta tensione politica nel pre-primarie, a causa della ‘defenestrazione’ da parte del Pd del minisindaco uscente Marco Scipioni, che non è stato ricandidato.

La polemica sui numeri

“Abbiamo una buona affluenza, credo chiuderemo a 200 votanti, in linea con le scorse volte, forse più. Hanno votato una decina di persone tra bengalesi e cinesi, su una ventina preiscritti nel V municipio. I giovani sono in minoranza, la maggior parte sono persone più mature, lo zoccolo degli iscritti al Pd, almeno in questa sezione”, ha raccontato all’agenzia di stampa ANSA il presidente del seggio di Torpignattara Antonio Pallotti. Stessa storia allo storico circolo di via dei Giubbonari: “Qui abbiamo avuto votanti più adulti che giovani, anche perché abitanti centro storico si sa che sono meno giovani – spiega il segretario Giulia Urso – il flusso di chi ha votato è stato constante e non si è fermato neanche a ora di pranzo”. La polemica sui numeri l’ha cominciata Roberto Morassut, attraverso il suo comitato elettorale: “Facciamo appello, in queste ultime ore prima della chiusura dei seggi, ad aumentare gli sforzi per favorire una piu’ alta partecipazione alle operazioni di voto. Infatti, alle ore 17.30, i dati da noi registrati, indicano un’affluenza di circa 30mila votanti, che rappresentano un dato non soddisfacente”. SEL, sfidando il surrealismo, attribuisce la scarsa affluenza… alla candidatura di Stefano Fassina con SEL:

“I dati di partecipazione alle primarie di Roma al momento confermano un calo sostanzioso di partecipanti. Rispettiamo chi sta votando, ma è evidente che la non partecipazione della sinistra e la debolezza dei candidati Giachetti-Morassut ne stanno confermando l’inutilità”. Così il segretario romano di Sel Paolo Cento. “La candidatura di Stefano Fassina ha avuto il merito in queste settimane di essere un punto di chiarezza per rompere la gabbia trappola di queste primarie e mettere in campo una proposta autonoma dal Pd – aggiunge – ora al lavoro per una coalizione civica, democratica e di sinistra per governare Roma e se ci saranno altre disponibilità a sinistra lavoreremo insieme a Fassina per unire lo schieramento più largo e inclusivo possibile”.

Valentina Paris, responsabile nazionale Enti locali del Partito Democratico, risponde per le rime: «C’è chi aveva previsto un’ecatombe, chi decine di brogli, chi si era affidato alla metereologia avversa. Chi in queste settimane ha tentato in tutti i modi di speculare sul corretto svolgimento delle nostre primarie è stato smentito dai numeri».
Foto copertina da Citynews