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La Verità e la procura di Milano che scalda i motori contro Salvini

Sul caso Metropol la Procura starebbe per prendere qualche clamorosa decisione. Così dicono le voci a Belpietro. La sorpresa dopo Natale

Maurizio Belpietro su La Verità oggi firma un editoriale in cui adombra il sospetto che la procura di Milano stia per prendere qualche “clamorosa decisione” riguardo il Metropol e l’indagine sui rubli da Mosca:

Niente di tutto ciò, nemmeno il famoso processo per i 49 milioni di finanziamento pubblico ricevuti dal Carroccio all’epoca di Umberto Rossi e di Francesco Belsito, sono argomenti che possono davvero impensierire Salvini. Un po’ perché, come detto, sia le accuse per le navi fermate sia quelle per i voli presi paiono un po’ fragili, e un po’ perché le altre indagini, quelle sulla lista Maroni e i milioni, non lo riguardano, in quanto risalgono al passato. Dunque l’ex ministro può dormire sonni tranquilli, nonostante l’insistente ronzare attorno a lui delle Procure? Non lo consiglio.

Perché se è vero che finora si è visto poco o nulla che lo possa impensierire, è altrettanto vero che negli ultimi giorni girano strane voci e, soprattutto, si agitano strani personaggi. In alcune redazioni si parla infatti di imminenti iniziative della Procura di Milano, quella presso cui è incardinato il procedimento aperto dopo le rivelazioni dell’Espresso su una presunta trattativa di petrolio all’Hotel Metropol di Mosca. Sono passati mesi da quando, poco prima delle elezioni europee, la faccenda deflagrò sulle prime pagine. Da allora nessuna traccia dei bidoni di greggio è stata trovata; e nemmeno si sono individuati i milioni che avrebbero – secondo una banda di scombiccherati mediatori – dovuto finanziare la campagna elettorale leghista. Tuttavia la Procura starebbe per prendere qualche clamorosa decisione. Così dicono le voci.

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La faccenda, che ebbe un’eco internazionale perché a un certo punto un audio dell’incontro del Metropol fu messo online su un sito americano, avrebbe attirato l’interesse di diversi cronisti d’oltreoceano, che – interessati a vicende che riguardano Mosca, ma anche ai fatti di casa nostra – avrebbero già piantato le tende a Milano, in attesa delle rivelazioni. Le notizie, si dice, dovrebbero arrivare dopo Natale, ma i cronisti del New York Times, e di altre testate blasonate, si sa che le cose le fanno con largo impiego di mezzi.

Dunque meglio prepararsi in anticipo, soprattutto meglio muovere le pedine. Certo, un’inchiesta che azzoppasse un po’ Salvini. anche se non dovesse concludersi con risultati sconvolgenti. avrebbe l’effetto di blindare il governo Conte. Con Matteo Renzi messo come è messo e Salvini magari sotto schiaffo di qualche Procura, Giuseppi potrebbe vedersi garantito il futuro da qui al 2023. Insomma, la sua minaccia di rimanere a Palazzo Chigi per altri tre anni potrebbe perfino realizzarsi.

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