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La turista morta a Focene: la Regione Lazio pubblica la chiamata in inglese al 112 | VIDEO

neXt quotidiano|

Focene

La morte di una giovane turista tedesca a Focene dello scorso 20 gennaio è oggetto di accuse e contro-repliche tra il fidanzato della ragazza e la Regione Lazio. Il 34enne irlandese, interrogato dagli inquirenti, ha dato la colpa per quel decesso agli operatori del 112 – il numero unico per le emergenze – che non erano in grado di parlare con lui in inglese. L’Assessorato alla Salute della Regione, però, ha pubblicato l’audio integrale di quella telefonata in cui si sente l’operatore dialogare con l’irlandese in lingua inglese.

Focene, l’audio della chiamata del fidanzato della turista morta al 112

L’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio ha deciso, dunque, di pubblicare l’audio di quella telefonata – poco più di 2 minuti – tra Michael Douglas e gli operatori del 112. L’episodio risale al 20 gennaio di quest’anno, giorno in cui la fidanzata del 34enne irlandese – la 25enne tedesca Jenna Gommelt – ha perso la vita proprio all’interno di quel camper grigio nei pressi della spiaggia di Focene, a Nord di Roma.

“Nessun problema di lingua inglese al numero dell’emergenza. la telefonata di emergenza del giorno 20.01.2022 delle ore 15.39 è stata subito gestita correttamente in lingua inglese ed è stato geolocalizzato l’intervento con le coordinate di latitudine e longitudine. La telefonata è durata circa due minuti ed il contenuto audio, concesso dalla Centrale operativa del numero unico dell’emergenza, viene per trasparenza integralmente allegato. È stato disposto dalla Direzione regionale Salute un audit clinico su tutta la gestione del soccorso, che ha sempre avuto un supporto ininterrottamente in lingua inglese, non appena concluso, l’audit, verrà reso noto. Attualmente il servizio del numero unico di emergenza dispone di traduzione in 16 lingue, compreso l’ucraino. Ai familiari della giovane purtroppo deceduta vanno le nostre profonde condoglianze”.

Secondo la Regione Lazio, dunque, non ci fu nessuno dei problemi di cui ha parlato davanti agli investigatori il 34enne irlandese. Il turista, nel corso dei suoi interrogatori, aveva puntato il dito prima contro il gli operatori del numero unico per le emergenze e poi contro il ritardo nei soccorsi. Lui parla di ambulanza arrivata oltre 40 minuti dopo quella telefonata (in cui gli operatori dialogano con lui in inglese), mentre dal 118 fanno sapere che tra la chiamata e l’intervento sarebbero passati 18 minuti. Ma, una volta giunti sul posto indicato, quel van grigio non era più lì. Perché a spostarlo, come ammesso dallo stesso irlandese, era stato proprio il 34enne. Nel frattempo la Procura di Civitavecchia prosegue nelle sue indagini.