Attualità

«La trazzera Cinque Stelle può asfaltare Renzi»

Antonio Padellaro sul Fatto di oggi parla della trazzera Cinque Stelle in Sicilia inaugurata qualche giorno fa e chiamata Via dell’Onestà. Padellaro scrive che lui non è un fan dei Cinque Stelle (strano, sembrava di sì!) e però afferma che la via è un’idea vincente:

Mentre Matteo Renzi pontificava sulla crisi del Sud invitando a “smetterla con i piagnistei e a rimboccarsi le maniche”,i deputati siciliani del M5S finanziavano con 300 mila euro, ricavati dalle loro indennità, la costruzione della bretella per scavalcare il viadotto Anas franato sulla Palermo-Catania. Non un’autostrada, ma una trazzera dove le auto viaggeranno a passo d’uomo? Per forza. Un’iniziativa dal sapore elettorale? Può darsi. Ma vista nell’ambito della politica parolaia di tutti gli altri, una strada è una strada, c’è poco da fare. Tanto più se a pagarla di tasca propria sono dei parlamentari regionali (mentre i loro colleghi di Roma hanno già rinunciato ai rimborsi elettorali).

cartelli trazzera 5 stelle
I cartelli che certificano pendenza e limiti della trazzera Cinque Stelle a Caltavuturo in Sicilia

Padellaro ricorda sommariamente i “piccoli” problemi della trazzera, già elencati in altre occasioni. Poi chiosa sull’asfaltatura di Renzi:
 

E se per i giornaloni è una notizia come un’altra, la gente ne parla. Esiste, infatti, un’informazione diffusa che, come la trazzera di Caltavuturo scavalca le guerre per impadronirsi della Rai. Un tam-tam che nei bar, sulle spiagge o nei luoghi di lavoro dà forma a un’opinione politica, molto più di tanti pensosi editoriali. Non si spiegherebbe altrimenti perché il M5S, malgrado i suoi errori e il chiamarsi fuori da qualsiasi responsabilità di potere (o forse proprio per questo) stia, stando ai sondaggi, accorciando le distanze dal Pd di Renzi. Pronto adasfaltarlo.

Un vero peccato che Padellaro non abbia completato la sua illustrazione dei meravigliosi pregi della strada con una prova su strada. Peter Ciaccio, che l’ha provata un paio di giorni fa, su Facebook ha scritto un’interessante “recensione”:

Sto attraversando la Sicilia e ho deciso di testare la real trazzera, o strada dei grillini (come la chiamano in molti).
I tempi: sono uscito dall’A19 a Scillato alle 20.13, sono rientrato a Tremonzelli alle 20.55. Dunque 42′ invece dei 50′ dell’alternativa indicata dall’Anas per Polizzi Generosa.
Il traffico. La trazzera era molto trafficata. Ho dovuto aspettare lo scatto di tre semafori del senso unico alternato. La trazzera è infatti molto stretta e in alcuni punti non ci passano due macchine.
Il manto stradale. Non c’è. Nel primo tratto si passa per dei passaggi un po’ asfaltati, un po’ a ciottolato, un po’ a cemento, che portano da alcune fattorie e maneggi. Un secondo tratto è invece uno sterrato polveroso che costeggia un costone d’argilla della collina alto una decina di metri, che con le piogge potrebbe franare rovinosamente e poi dei cespugli e alberi totalmente imbiancati dal polverone alzato dalle macchine che passano. Il terzo tratto è l’opera vera e propria: una strada di cemento (dunque non asfaltata) lunga ad occhio (ma sullo spannometrico non assicuro) 5-600m con una pendenza considerevole, indicata al 27%. Non è una retta al 27%, ma i tratti più ripidi costituiscono almeno la metà (spannometrico) della salita.
Com’è andata la salita. Ho una Xsara Picasso 1.6 benzina. Viaggiavo fortunatamente da solo. La macchina si è fermata in mezzo alla salita con un principio di puzza di gomma bruciata. Ho dovuto far ricorso a tutto il mio autocontrollo per non andare nel panico. Impossibile fare inversione. Dopo un paio di tentativi di ripartire, ho acceso le 4 frecce, abbassato il finestrino e fatto cenno a chi saliva di superarmi. Un paio di volte la macchina che scendeva ha dovuto frenare per non fare l’incidente con chi mi superava. Passati circa tre minuti col motore spento e inspirando profondamente (la sensazione di più ossigeno al cervello mi dà l’illusione di lucidità), ho spento l’aria condizionata, ho riavviato, sgasato da frenato e poi sono ripartito in prima. Premendo l’acceleratore a tavoletta, arrivando anche ai 30-35 km/h sempre in prima, sono arrivato alla fine della trazzera. Non potevo farlo prima perché avevo la fila di macchine davanti e rallentando, ed ecco perché la Picasso s’era fermata.
A pochi metri (forse 30) dalla fine della salita c’era un pandino fermo con due carabinieri (più la loro auto) che dirigevano il traffico in attesa probabilmente dei soccorsi.
Ça va sans dire, non percorrerò mai più questa strada concepita e realizzata da persone che saranno pure oneste ma che hanno dimostrato di esser anche idiote. Meno male che non avevo la famiglia in macchina. E consiglio vivamente tutti i miei amici e conoscenti a non rischiare incidenti o avarie in una trazzera (era e rimane una trazzera) che stasera era nelle migliori condizioni per percorrerla.
Questa trazzera è il miglior sponsor per un governo di disonesti e corrotti. Arrivato in cima mi son detto: meglio disonesti che idioti. È una considerazione esattamente speculare a quelle sul pilone autostradale crollato a causa della disonestà.
Pertanto, l’idiozia più totale non è aver realizzato la cementificazione della trazzera (buttando 300mila € nel cesso) né quella mia di aver voluto percorrerla per poter dire qualcosa di prima mano.
No, l’idiozia più totale è dire, ribadire e continuare a dire: «Questo l’ho fatto io».

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