Attualità

La tradizionale polemica sui canti di Natale fa tappa a Pontevico

Giovanni Drogo|

pontevico natale canti merry christmas

Come ogni anno con l’avvicinarsi del Natale spuntano sui giornali notizie di attacchi alla tradizione cattolica con atti di censura nei confronti del Natale. L’anno scorso l’attacco sferrato alle tradizioni del nostro Bel Paese aveva avuto come fronte principale della battaglia la scuola di Rozzano colpevole di aver “cancellato il Natale” e presso la quale erano accorsi numerosi politici e opinionisti per spiegarci che così non si fa e che non è giusto privare i nostri bambini della gioia del Natale (poi si è scoperto che le cose stavano diversamente ma nessuno ha chiesto scusa). La stessa frenesia natalizia aveva colto qualche tempo dopo alcuni genitori di un istituto comprensivo di Pisa, che avevano firmato una petizione per poter realizzare il presepe e cantare i canti di Natale. Per quest’anno ci spostiamo di nuovo in Nord Italia a Pontevico in provincia di Brescia dove sta esplodendo il dramma di Natale 2016.
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Tutti già schierati a difesa della tradizione

A scatenare le polemiche la decisione dei docenti dell’Istituto comprensivo di Pontevico di cancellare dal testo della canzone
Nel frattempo la polemica non si placa, e ieri molta preoccupazione ha destato (stando a quanto riferisce il Giornale di Brescia) il fatto che sulla testa della statua di San Francesco sia stato messo un berretto di lana “quasi a voler coprire l’aureola del Santo” pare sia stata l’interpretazione data da alcuni attenti (e osservanti) analisti di cose religiose. Naturalmente su Facebook i commenti delle persone indignate per il “regalo” fatto ai musulmani e non credenti (a Pontevico il 30% degli alunni non è di religione cattolica) si sprecano.

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Perché alla fine quello che sta succedendo ad Aleppo val bene una battuta