Attualità

La tassa sui condizionatori e il caldo che dà alla testa alla stampa italiana

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Il caldo continua a dare alla testa dei giornali italiani. Dopo che la bufala della tassa sui condizionatori ieri era circolata con tanto di smentite, oggi il Giornale apre proprio con la notizia, ma con una bella prima pagina a sorpresa: come potete ammirare il quotidiano parla di una “Nuova tassa sul caldo”, racconta che “I condizionatori (sono) nel mirino di fisco e burocrazia: ecco chi dovrà pagare” e se la prende con patentini e controlli.
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Poi, nell’incipit in prima, finalmente racconta una parte della verità:

Tutta colpa del governo Monti, che recepì una direttiva europea sulle emissioni di anidride carbonica riguardante gli impianti con potenza nominale utile superiore ai 12kw, ossia quelli che servono a raffreddare ambienti di notevoli dimensioni, come uffici, esercizi commerciali oppure grandi abitazioni superiori ai 160 mq. Questi impianti dovranno essere sottoposti ogni 4 anni alla verifica di un professionista e dovranno essere corredati da un libretto.

Spiegando anche con una bella infografica come funziona la nuova norma:
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Ma “dimenticando”, come si faceva notare ieri su FB, come ha votato il partito del fratello dell’editore:
tassa condizionatori movimento 5 stelle lega nord
 
Ma il capolavoro della giornata lo fa il Corriere della Sera, che scrive sì che la tassa sui condizionatori è una bufala, ma aggiunge che “la “bufala”, diventata virale nella giornata di oggi, è stata smontata da un articolo di DDAY.it“.
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Ora, anche i meno attenti di voi si saranno accorti che invece la bufala era stata smontata da articoli pubblicati molto prima di quello del sito indicato dal Corriere (uscito dopo le 16 del pomeriggio). Ma il sito indicato dal quotidiano milanese ha una caratteristica positiva in più rispetto agli altri: è infatti di proprietà del Corriere.
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Com’è che si dice? Ogni scarrafone è bello a mamma sua.