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La supercazzola di Djokovic (che no, non si è vaccinato) sui vaccini

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Ha smentito il suo biografo ufficiale che, nelle scorse settimane, aveva raccontato di voci sul presunto vaccino di Novak Djokovic dopo il caos di Melbourne e la vittoria di Rafael Nadal agli Australian Open. Rumors che, evidentemente, non erano veritieri. Perché è lo stesso tennista serbo, numero 1 del ranking ATP, a spiegare i motivi della sua scelta di non immunizzarsi contro il Covid in una lunga intervista rilasciata alla BBC in cui ha cercato di spiegare i suoi “perché”. Motivazioni che, però, non sembrano poter avere un riscontro tangibile con la realtà.

Djokovic non si è vaccinato e per il momento non intende farlo

La frase più forte della sua intervista riguarda i prossimi impegni in campo, con la eventi di rilievo che rischiano di non vederlo protagonista: né sull’erba inglese, né sulla terra rossa di Parigi. Perché Novak Djokovic dice di non aver abbastanza dati a disposizione sui vaccini e quindi è pronto a fare delle rinunce:

“Se sarei pronto a sacrificare la partecipazione a competizioni come Wimbledon e Open di Francia per la mia posizione sul vaccino? Sì, questo è il prezzo che sono disposto a pagare”.

Un prezzo già pagato in Australia, con Rafa Nadal che – grazie alla sua forza e all’assenza del tennista serbo – ha conquistato il suo 21° titolo Open, sopravanzando in un colpo solo proprio Djokovic e Roger Federer. Ma questo non scalfisce le posizioni del numero 1 del ranking ATP che, dunque, mette a tacere anche le voci messe in giro dal suo biografo ufficiale Daniel Müksch.

Il serbo rinnega l’etichetta di no vax, sottolineando come fin da piccolo si sia sottoposto ad alcune vaccinazioni. Ma le sue motivazioni e le risposte ai “perché” rinchiudono tutti i cliché di quell’universo che si sta opponendo all’immunizzazione anti-Covid:

“Non sono mai stato contrario alla vaccinazione. Capisco che a livello globale, tutti stanno cercando di fare un grande sforzo per gestire questo virus e vedere, si spera, una fine presto a questo virus”.

“Non sono contrario, ma…”

Il giornalista della BBC che lo ha intervistato ha provato a spiegargli come siano state somministrate più di 10 miliardi di dosi di vaccini Covid e circa sei persone su 10 a livello globale ne abbiano ricevuta almeno una. Ma la risposta di Djokovic è laconica: “Non ho abbastanza informazioni sul vaccino”. Non sappiamo quali siano le informazioni necessarie al tennista serbo, visto che le evidenze sono alla portata di tutti. La sua, dunque, sembra essere più una questione di principio che va contro i dati consolidati forniti dalla scienza. Ma per il futuro apre le porte alla sua immunizzazione: “Sto tenendo la mia mente aperta”. Ma lui non vuole obblighi, vuole decidere per se stesso, quasi non considerando la situazione globale che ha soffocato il mondo in questi lunghi due anni di pandemia. Poi l’attacco all’Australia per la sua decisione di revocargli il visto ed espellerlo alla vigilia degli Australian Open:

“Il motivo per cui sono stato espulso dall’Australia è stato perché il ministro dell’Immigrazione ha usato la sua discrezione per annullare il mio visto in base alla sua percezione che avrei potuto creare un sentimento anti-vax nel paese o in città, cosa con cui non sono completamente d’accordo”.

E che non fosse d’accordo era, è stato e sarà evidente a tutto il mondo.

(foto IPP/zumapress)