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La strana idea di eutanasia del senatore Pillon

Secondo l’ultima teoria del senatore leghista, con la nuova (presunta) legge di Pd e M5S, il poliziotto di Padova che ha evitato un tentativo di suicidio sarebbe incriminato per violenza privata

Pillon

Messo in un cassetto il dibattito sul Ddl Zan (almeno fino alla fine dell’estate), il senatore della Lega Simone Pillon aveva disperato bisogno di nuovi temi su cui affondare la lama del suo oscurantismo retrogrado. Lo ha trovato, senza neanche troppa fatica a dire il vero, nella legge sull’eutanasia, su cui in queste settimane si è infiammato il dibattito dentro e fuori il Parlamento: da una parte con la promozione di una legge sul tema alla Camera promossa, a suo dire, da Pd e Movimento 5 Stelle e, in realtà, chiusa negli impolverati cassetti parlamentare, nonostante una sentenza della Corte costituzionale che impone il Parlamento a legiferare; dall’altra con la campagna referendaria promossa in tutte le piazze italiane da Marco Cappato, dall’associazione Luca Coscioni e dai Radicali, allo scopo di portare gli italiani ad esprimersi direttamente su una questione di civiltà proprio per colmare una lacuna della politica indegna di un Paese civile.

Anche un orologio rotto segna due volte al giorno l’ora giusta. Pillon no

Ma Pillon, si sa, è uomo di sciabola più che di fioretto e decide di dare in pasto ai suoi la solita vecchia fake news di una sinistra (inesistente nei fatti) pronta a votare in massa e compatta ogni singolo provvedimento progressista, mentre nel mondo reale la sinistra (o presunta tale) fa fatica persino ad approvare una norma anti-omofobia che è il grado zero di civiltà, il minimo sindacale dei diritti. Ma il senatore leghista non si ferma certo qui e decide di andare oltre, molto oltre, con un post che è la quintessenza della disinformazione. Pillon, come spesso gli capita, approfitta di un caso di cronaca come quello del poliziotto di Padova che ha salvato un uomo dal tentativo di suicidio (riportato da tutti i principali quotidiani italiani) per convincere i suoi follower che, con l’approvazione della legge sull’Eutanasia, quel poliziotto rischierà di trovarsi sotto processo per violenza privata. Ovviamente tutte sciocchezze, tutte fake. Nessun poliziotto, né nessun cittadino, sarà mai chiamato a rispondere davanti a un tribunale per aver salvato la vita di una persona in un momento di fragilità e difficoltà, e nessuna legge sull’eutanasia si è mai occupata né si occuperà mai di casi come questi, bensì di molto più complesse e delicate questione di scelta personale, al termine di percorsi precisi, medicalizzati, seguiti da esperti e – ed è questo il punto – legalizzati con cui ognuno di noi potrà finalmente scegliere di essere libero alla fine.

“Cari amici buongiorno e buona settimana.
Chi salva una persona dal proposito di farla finita è sempre stato considerato un eroe, perchè la società ha sempre anteposto il bene della vita umana a ogni ulteriore considerazione. Eppure tutto questo sta per finire. Profittando della calura estiva e dei riflettori accesi sul ddl Zan, alla Camera PD e M5S stanno procedendo spediti con la legge sull’eutanasia. Se dovesse passare, il poliziotto che ha salvato quest’uomo dal suicidio potrebbe trovarsi sotto processo per violenza privata” scrive Pillon su Facebook, per poi concludere. “Pensiamoci bene prima di provare a cambiare la legge naturale”.

La legge naturale di cui parla Pillon, oltre a non esistere, nessuno si è mai sognato di toccarla. Non in questi termini, non con questa superficialità e assenza di ogni tipo di serietà, complessità e rispetto della vita (e della morte) altrui. Il solito Pillon, insomma, che passa con nonchalance da un argomento all’altro, dall’omofobia all’eutanasia, con una puntatina sul Green Pass (stasera, alle ore 20, sarà in piazza per una fiaccolata contro la decisione del governo che lui stesso appoggia). E mai una volta che riesca a dire qualcosa di giusto. Anche gli orologi rotti due volte al giorno segnano l’ora giusta. Pillon no.