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Una delle vittime di Valentino T. a le Iene

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Quante sono le vittime di Valentino T.? Il trentunenne di Acilia arrestato con l’accusa di aver infettato con l’HIV decine di ragazze e di donne ha, secondo gli inquirenti, contagiato almeno 31 ragazze, ma potrebbero essere molte di più. Perché Valentino T. di donne, tra fidanzate e amanti ne ha avute davvero tante. E molte di loro potrebbero non sapere nemmeno di essere a rischio. Pensate solo che a dicembre 2015, quando il caso è venuto alla luce, si era parlato inizialmente di sei donne, poi di altre quattro, ma a questo punto il timore è che la verità debba ancora venire a galla. Un caso simile a quello di Claudio Tonoli, l’uomo positivo all’HIV che ha avuto rapporti sessuali non protetti a pagamento con molti ragazzi e minorenni.

La storia di Valentino T. a Le iene di next-quotidiano

#HIValentino è un mostro, dice una delle vittime

Ieri Nadia Toffa ha intervistato una ragazza che, come tante purtroppo, ha scoperto solo per caso quello che Valentino T. le aveva fatto. La vittima ha raccontato come Valentino fosse stato il suo primo ragazzo, il primo con cui abbia fatto l’amore. E lui, come ormai pare acclarato dal suo modus operandi, l’avrebbe convinta ad avere fin da subito rapporti non protetti ovviamente nascondendole la sua situazione. Perché Valentino ovviamente sapeva di essere sieropositivo e secondo i PM faceva di tutto per poter contagiare quante più donne possibili ma non si trattava solo di rapporti occasionali. La ragazza intervistata alle Iene ha raccontato di essere stata molto innamorata dell’uomo, con il quale ha avuto una relazione di sette mesi. La scoperta della malattia è avvenuta, come nei casi di altre vittime dell’untore di HIV, per caso, durante un controllo medico di routine. Lui al giudice ha raccontato di essere sempre stato molto innamorato delle donne delle quali è accusato di aver volontariamente contagiato, una prova che secondo l’avvocato  di Valentino T. serve a dimostrare che non aveva alcuna intenzione di fare del male. Ma dal racconto della testimone delle Iene emerge come oltre alla fidanzata “ufficiale” avesse anche numerose amanti, donne conosciute in chat o su siti di incontri. Donne alle quali nascondeva tutto, e alle quali chiedeva principalmente solo una cosa: farlo senza preservativo. Molte di queste ragazze erano giovani (tra le vittime ce n’è una che all’epoca dei fatti aveva 14 anni) e – stando al racconto della ragazza intervistata alle Iene – la loro caratteristica comune era il fatto che fossero vergini. Ma nell’arco di dieci anni i gusti di Valentino si sono fatti meno “raffinati” arrivando anche ad avere rapporti non protetti con donne incinte, con i prevedibili rischi per il nascituro. Inoltre anche se in carcere da novembre 2015 Valentino non ha mai dato segni di pentimento o di voler collaborare con l’autorità giudiziaria, secondo il giudice anzi c’è il rischi concreto che l’uomo possa continuare la sua opera di contagio e per questo a fine gennaio il giudice gli ha negato gli arresti domiciliari.

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Il poco che si sa sull’identità di Valentino T.

Superare la paura e la vergogna e fare il test

Uno dei problemi principali riguardo al caso di Valentino T. è che di lui non si sa chi sia. Certo, le sue vittime, le ragazze e le donne che sanno di essere state contagiate lo sanno. E del resto lui non ha mai nascosto loro la sua identità, a quanto pare non ha mai usato false generalità. Il fatto è che fino ad ora non sono noti né il suo volto né il suo cognome. Gli inquirenti stanno valutando se diffondere informazioni più precise per aiutare le ragazze che hanno avuto rapporti con lui a sporgere denuncia e fare il test. Il motivo non è solo quello di proteggere la sua identità ma anche quella delle sue vittime. Come spiega la ragazza intervistata alle Iene se si sapesse chi è Valentino allora tutti saprebbero che lei, e le altre, hanno l’HIV e verrebbero trattate di conseguenza con tutti i pregiudizi del caso. Se si conoscesse con esattezza chi è Valentino una delle conseguenze sarebbe che tutti i conoscenti delle sue vittime saprebbero della sieropositività delle ragazze. E dire certe cose in pubblico rischierebbe di rovinare ancora di più le vite delle vittime di Valentino T. Secondo la ragazza intervista dalle Iene invece i dati diffusi sull’identità di Valentino sono sufficienti per farsi venire il dubbio, e andare a farsi un test per verificare la propria positività all’HIV a tutte coloro che sospettano di essere andate a letto con l’untore. Il suo appello è rivolto a tutte quelle che pensano di aver avuto rapporti con Valentino T.: se non siete sicure, fatevi il test.
 
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