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La storia di Luca Mazzone, dal tuffo terribile all'oro di Tokyo nel ricordo di Alex Zanardi

neXt quotidiano|

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Intramontabile, infinito, immarcescibile e chi più ne ha più ne metta per descrivere Luca Mazzone che a 50anni porta a casa una medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Tokyo. La dedica neanche a dirlo è ad Alex Zanardi, non uno qualsiasi. Mazzone la vita l’ha ribaltata più volte, almeno tante quante ha fatto con l’acqua della piscina che per prima gli ha fatto che capire che quel giorno del 1990 non era finita. Anzi, era appena cominciata.

Questa volta però la dedica è chiara, perchè lo sport lo ha preso in prestito. Dopo Rio 2016, con l’amico Alex, ha cominciato un percorso sull’handbike. Portando a casa la 50esima medaglia tricolore di questa luminosa Tokyo.

“Luca entra nella storia del paraciclismo portando Terlizzi e la Puglia sul gradino più alto del mondo”, esulta il sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato, esprimendo l’entusiasmo e la gioia di tutta la comunità terlizzese per la vittoria di Mazzone.

La storia di Luca Mazzone, dal tuffo terribile all’oro di Tokyo nel ricordo di Alex Zanardi. Dal dramma al successo

Lui, originario di Terlizzi comune nella provincia di Bari, il suo giorno nero lo ha avuto a soli 19 anni. Era a Giovinazzo località marina poco distante dal suo comune di nascita. E’ stato un tuffo a cambiare la sua vita all’improvviso. In acqua Luca batte contro uno sconglio, la diagonosi è delle peggiori:  lesione midollare cervicale la diagnosi.
Oggi Mazzone vanta due successi a Rio 2016, dove il pugliese si mette al collo l’oro nella crono H2, più un argento nella gara su strada. Oggi, a 50 anni, arriva l’altro ennesimo successo di una storia olimpica che forse tra tre anni lo vedrà ancora protagonista.