Cultura e scienze

La rivolta contro Gennaro Sangiuliano al Tg2 in crisi di ascolti

Metà della redazione ha contestato la linea sovranista inaugurata da Gennaro Sangiuliano, chiamato al timone da Matteo Salvini. Sono volate parole grosse e insulti, anche all’indirizzo del segretario dell’Usigrai

gennaro sangiuliano

Repubblica racconta oggi in un articolo a firma di Giovanna Vitale che ieri un’assemblea dei giornalisti del Tg2 ha rischiato di avere un tragico epilogo (<— sarcasmo). Sotto accusa c’era il calo di ascolti del telegiornale guidato da Gennaro Sangiuliano, entrato in Rai con Augusto Minzolini anni fa e oggi sostenitore della linea di Matteo Salvini.

È durata oltre sei ore l’infuocata assemblea dei giornalisti del Tg2, organizzata per discutere del crollo degli ascolti e finita in rissa. Metà della redazione ha contestato la linea sovranista inaugurata da Gennaro Sangiuliano, chiamato al timone da Matteo Salvini. Sono volate parole grosse e insulti, anche all’indirizzo del segretario dell’Usigrai Vittorio Di Trapani.

«Se non sei d’accordo con la linea politica del direttore te ne devi andare», è stato urlato in faccia a una conduttrice piuttosto critica. «Un clima di intimidazione», che ha rischiato seriamente di trascendere. Tant’è che il Cdr non è riuscito neanche a far approvare un banale comunicato di preoccupazione dovuta al calo dello share. Giudicato troppo blando per gli anti-Sangiuliano e offensivo per i suoi sostenitori.

gennaro sangiuliano almirante
La foto di Gennaro Sangiuliano con Almirante (facebook)

L’epicentro dei problemi Rai resta comunque il cda. Dove è sempre più insanabile la frattura fra l’ad e una parte dei consiglieri, presidente in testa, tornato ieri ad attaccare la scelta di tenere in gara a Sanremo il rapper Junior Cally («È eticamente inaccettabile»). Non contento, Foa ha anche chiesto l’audizione di Pietro Gaffuri, il responsabile dell’attuazione del piano industriale, che andrà in pensione fra poche settimane. Il manager non si è fatto pregare: ha scaricato la responsabilità del suo addio anticipato su Salini, che lo non avrebbe messo nelle condizioni di lavorare al meglio.

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