Cultura e scienze

La risposta di Selvaggia Lucarelli a Cinzia Monteverdi del Fatto

Ieri abbiamo raccontato la lite tra Selvaggia Lucarelli, Italia Oggi e Cinzia Monteverdi del Fatto scatenata da un articolo di Claudio Plazzotta in cui si raccontava che la giornalista non era stata “mai coinvolta neppure una volta nelle produzioni audiovisive di Loft guidate da Luca Sommi, autore tv e giornalista che ora va in video su Nove in Accordi e disaccordi con Andrea Scanzi, e che è il compagno di Cinzia Monteverdi, a.d. della Società editoriale Il Fatto”. La Monteverdi aveva replicato negando che Sommi fosse suo compagno e che Lucarelli aveva rifiutato le proposte di collaborazione con Loft e con il sito del Fatto. Su Italia Oggi arriva la controreplica della giornalista, chiamata per tutta la lettera di Monteverdi “pubblicista”:

Mi trovo nella surreale situazione di dover rispondere alla lettera dell’amministratore delegato del Fatto Quotidiano Cinzia Monteverdi inviata ieri al vostro giornale ma, di fatto, indirizzata a me. Dico «per ragioni oscure» perché l’articolo e i punti contestati da Cinzia Monteverdi erano, l’altro ieri, firmati del vostro valido collaboratore Claudio Plazzotta, non certo da me.

La Monteverdi si è sentita in dovere di spiegare alcune mie recenti scelte lavorative (il mio passaggio sul web a Tpi) ricostruendo i miei cinque anni di collaborazione con Il Fatto a modo suo, omettendo un’infinità di passaggi fondamentali di cui non intendo scrivere pubblicamente. Mi avrebbe potuto comodamente telefonare per parlarne, io, al contrario suo, conservo quella strana abitudine di rispondere al telefono o alle mail. O di richiamare entro la stagione corrente.

cinzia monteverdi aldo busi
Cinzia Monteverdi con Aldo Busi

Mi limito dunque solo a sottolineare l’eleganza contenutistica e stilistica della lettera. Elegante, da parte della Monteverdi, ricordare i capi di imputazione del processo che mi ha vista assolta ormai anni fa (a proposito, non ero indagata, ma imputata, che poi Travaglio ci cazzia). Capisco la campagna per l’abolizione della prescrizione, ma facciamo che almeno dopo l’assoluzione il caso sia chiuso. Elegante anche il continuare a definirmi «la pubblicista» come fosse un’offesa, tipo «la scafista» e ancor di più il passaggio «sono contrarissima a promozioni di fidanzati, abitudine di altri», chiaramente riferito a Valentino Rossi, non a me.

Riguardo invece la legittimità dell’antica scelta di Peter Gomez di non farmi scrivere sul sito perché imputata, ricordo che se tutti i giornalisti imputati non scrivessero sui giornali in attesa di sentenza definitiva, i giornali avrebbero la foliazione del libretto della messa. Il Fatto compreso. Non aggiungo ulteriori considerazioni, convinta che l’elegante missiva della Monteverdi spieghi i problemi al Fatto più di quanto lo possa fare qualsiasi collaboratore.

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