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La risposta definitiva di Iacopo Melio a Salvini che strumentalizza i disabili

Per il consigliere regionale e fondatore della Onlus #vorreiprendereiltreno inclusione significa un’altra cosa

iacopo melio

“Le regole sono uguali per tutti, è anche questa inclusione”. Con poche parole il consigliere regionale toscano Iacopo Melio risponde a un post del leader della Lega Matteo Salvini, che aveva invocato la “legge del buonsenso”, secondo cui a un disabile che infrange la legge non deve essere fatta la multa. Siamo vicino Macerata e la storia è questa: un uomo di 58 anni che è affetto da una malattia degenerativa (distrofia muscolare e ora costretto a muoversi con la carrozzina) è in strada, e – dice – per ripararsi dal freddo entra in una pizzeria per chiedere una bevanda calda. Proprio in quel momento fanno però incursione le forze dell’ordine, entrate lì per un controllo di routine. Il risultato: la multa di 400 euro per il 58enne che sta consumando all’interno del locale.

salvini melio

Allora ecco che il senatore Salvini, venuto a conoscenza della storia cinguetta su Twitter: “Ma perché non si applica la legge del buonsenso?”. E poi promette: “Se verrà confermata la multa a questo signore gliela pagheremo noi”. Lo contatta al telefono e conferma quanto scritto pubblicamente: parla anche con la sorella dell’uomo e poi con il proprietario del locale. Ovviamente raccoglie il consenso social, testimoniato da una valanga di like e commenti. Fino a che non arriva quello di Iacopo Melio, fondatore della onlus #vorreiprendereiltreno, “con quattro ruote per spostarsi”, perché -scrive nella sua bio– “nato comodo”.

melio salvini

Melio è da qualche tempo di nuovo in ospedale per complicanze post covid. Ma da lì continua a portare avanti le sue battaglie. Commenta, dando una lezione di civiltà a Salvini: “Le regole sono uguali per tutti, anche questa è inclusione. Invece di sfruttare i disabili con del becero pietismo, inizia a parlare di Vita indipendente, Dopo di noi, Cannabis terapeutica, Caregiver, Pensioni invalidità… Quando imparerai a fare politica e non sciacallaggio?”.