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La risposta di Crisanti agli attacchi per la "villa del '600 da due milioni di euro"

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Andrea Crisanti open day astrazeneca

Andrea Crisanti ha acquistato una dimora storica in provincia di Vicenza, Villa Priuli Custoza detta Ca’ Priuli, a Villa del Ferro nel comune di Val Liona (Vicenza), sui Colli Berici. Si tratta di una dimora che risale alla seconda metà del XVI secolo e viene attribuita all’architetto della Repubblica di Venezia Vincenzo Scamozzi. Secondo il chiacchiericcio sui social il microbiologo dell’università di Padova ha speso per acquistare la villa da 15mila metri quatrati oltre due milioni di euro. E sono arrivate critiche da ogni dove: “Che ci deve fare con sette bagni? No, dico, sette bagni”, scrive qualcuno. Alla fine Crisanti ha risposto.

La risposta di Crisanti agli attacchi per la “villa del ‘600 da due milioni di euro”

Il “virogolo star”, come viene chiamato dai suoi detrattori, ha spiegato che per comprare la villa ha dovuto stipulare un mutuo oneroso. E che soprattutto non ha bisogno di nascondere di potersela permettere, sia perché la moglie e lui ricoprono da anni posizioni apicali con ottimi redditi sia perché per scelta hanno sempre condotto una vita frugale che gli ha permesso di mettere da parte un po’ di soldini spesi ora, all’età di 66 anni, per una casa che al contempo soddisfa due esigenze: la passione per il restauro, ereditata dal nonno, e la voglia di passare più tempo con famiglia e amici che possono riunirsi con facilità anche grazie ai famigerati sette bagni. Ecco cosa ha detto Crisanti al Corriere della Sera:

“E non ritengo di doverne rendere conto a nessuno. Ma voglio dire due cose. La prima: non costa due milioni. La seconda: ho fatto un mutuo, neppure troppo leggero. Quanto alle dimensioni, è una dimora—vameglio se la chiamiamo così?—progettata per ospitare familiari, parenti e amici, e stare insieme. Ho una certa età, è normale pensare a cose come questa. Me lo posso permettere. Sono una persona agiata. Io e mia moglie occupiamo posizioni apicali da molto tempo. E abbiamo sempre condotto una vita frugale. I soldi, non li abbiamo mai buttati. E insomma”

Ma soprattutto il microbiologo ha spiegato che di certo non sono state le ospitate televisive dell’era pandemica a regalargli il denaro necessario per l’acquisto: “Io non faccio nessuna attività privata: tutti i soldi che guadagno con le consulenze, li devolvo al Dipartimento. Proprio per evitare situazioni equivoche, mi sono imposto di non guadagnare neanche un quattrino con la pandemia. Mai fatto comparsate a pagamento, mai preso soldi per il Covid”, ha spiegato a Repubblica.