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La raccolta firme per cambiare la legge sulla legittima difesa

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Uno si aspetta che a chiedere di modificare la legge sulla legittima difesa siano personaggi Matteo Salvini (magari mandando avanti quel pistolero di Gianluca Buonanno), al massimo Giorgia Meloni e se proprio nemmeno lei un La Russa o un Gasparri. Ma non è così e a promuovere la raccolta firme in sostegno di una proposta di legge popolare già depositata in Cassazione è l’Italia dei Valori, il partito fondato dall’ex-PM Antonio Di Pietro. La raccolta firme, iniziata a fine marzo, ha già ottenuto oltre 200 mila adesioni, fa sapere il segretario Ignazio Messina.
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Cosa prevede la raccolta firme dell’Italia dei Valori

La proposta di Legge dell’Italia dei Valori prevede un aumento delle pene da due a sei anni per chi vìola il domicilio privato, l’abolizione del risarcimento danni nei confronti di chi commette il reato di violazione di domicilio qualora venga danneggiato dall’intervento del proprietario e il potenziamento delle possibilità per il cittadino di difendersi all’interno della sua abitazione eliminando quindi il reato di eccesso di legittima difesa. Come ha spiegato Messina:

Non vogliamo il far west, ma di fronte ad una delinquenza sempre più spavalda ed aggressiva, riteniamo che sia assolutamente necessario garantire più sicurezza ed evitare che si possa venire poi accusati di eccesso di difesa. Contro chiunque violi la nostra abitazione dobbiamo essere liberi di difenderci senza rischiare di essere mandati a processo.

In parole povere sarà più facile difendersi – in casa propria – senza rischiare di dover pagare i danni ai delinquenti, così come è successo a Ermes Mattielli. IDV che in Parlamento sostiene – con un senatore e due deputati – il Governo Renzi sembra decisa a proseguire sulla sua strada, quella che porta alla possibilità per i cittadini di reagire con maggiore durezza qualora sorprendano un ladro all’interno della propria abitazione. Attualmente la Legge italiana consente a tutti i cittadini di difendersi all’interno di casa propria, entro i limiti dell’articolo 52 del codice penale:

La legittima difesa. Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.
Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma [ndr: violazione di domicilio], sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o la altrui incolumità:
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Questo significa che ci deve essere sempre proporzione tra la minaccia e l’azione di difesa. È evidente, leggendo il testo, che la legge non prevede assolutamente che si debba “chiedere” al ladro quali siano le proprie intenzioni o verificare, accendendo la luce e facendo domande se l’intruso sia armato o meno. Può accadere infatti che chi si difende commetta l’errore di sentirsi minacciato quando in realtà non è in pericolo, questa eventualità è prevista ed è la cosiddetta legittima difesa putativa che nasce appunto dalla convinzione di trovarsi in pericolo. Secondo Italia dei Valori però questo non è sufficiente e lo Stato deve fare di più per tutelare i propri cittadini, in che modo? Con una maggiore presenza sul territorio? Stanziando più fondi alle Forze dell’Ordine per la prevenzione e la repressione di furti e rapine? No, dando ai cittadini la possibilità di reagire con tutta la forza necessaria eliminando il concetto di eccesso di difesa. A sostenere la proposta di IdV ci sarebbe anche il Ministro della Famiglia Enrico Costa (NCD) che ha fatto sapere di essere molto sensibile al tema della violazione dell’intimità familiare:

Da ministro della Famiglia sono molto sensibile al tema della difesa dei cittadini dai furti domestici, che violano proprio la sfera dell’intimità familiare. Un tempo i ladri entravano quando i proprietari erano assenti, oggi si attrezzano proprio per neutralizzare chi abita nell’appartamento. Non entro nei dettagli della proposta dell’Idv ma sono convinto che siano necessarie la certezza della pena e norme chiare sulla legittima difesa in modo che si sappia ciò che si può fare e ciò che non si può fare: non si può andare avanti a macchia di leopardo. Serve una normativa di dettaglio

Le modifiche alla legge sulla legittima difesa in discussione oggi alla Camera

Oggi alle 10 è iniziata alla Camera la votazione per la modifica della legge sulla legittima difesa. Il Partito Democratico però non avrebbe alcuna intenzione di modificare l’articolo 52 del codice penale, ma sarebbe invece intenzionato a introdurre una modifica all’articolo 59 in merito alle “circostanze non conosciute o erroneamente supposte” che riguarda le scriminanti putative in particolare quelle riguardanti una situazione in cui chi si difende lo fa credendo di essere di fronte ad una minaccia più grande di quella che non sia in realtà, un errore di “valutazione” che può essere giustificato dal fatto che la vittima non è in grado di determinare razionalmente l’entità della minaccia. Secondo il deputato PD David Ermini chi spara per difendersi all’interno della propria abitazione ferendo o uccidendo l’intruso non sarebbe colpevole «se l’errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto».
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La Lega Nord però ritiene che vada proprio modificato proprio l’articolo 52 del Codice Penale quindi non approva la proposta del PD, ma la Lega non vuole nemmeno accodarsi all’iniziativa dell’Italia dei Valori che – nelle parole del capogruppo in commissione Giustizia del Carroccio Nicola Molteni – è inutile e inconcludente. La Lega punta ad introdurre il concetto di “legittima tutela domiciliare” per creare una presunzione assoluta di legittima difesa al fine di tutelare non solo chi difende sé stesso e la sua famiglia, ma anche i suoi beni e la sua proprietà. Peccato che questa possibilità sia già prevista dal comma b dell’articolo 52, una modifica che è stata fatto introdurre nel 2006 proprio su proposta della Lega Nord. Ma forse qualcuno da quelle parti ha la memoria corta.