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La protesta dei terremotati di Grisciano e Accumoli

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Circa 400 persone, questa mattina, hanno preso parte alla manifestazione di protesta contro la gestione post-terremoto delle istituzioni che si e’ tenuta a Grisciano, frazione di Accumoli, uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 24 agosto, e dalle successive scosse di fine ottobre. All’iniziativa, organizzata dal comitato civico “Ricostruiamo Grisciano”, con la collaborazione dei gruppi civici delle altre frazioni, ognuno dei quali ha inviato una delegazione. Sono giunti in massa dai borghi di Roccasalli, Terracino, Collespada, Ilica, e da tutte le altre frazioni del Comune, più una delegazione proveniente dalle Marche, da Arquata del Tronto e dalla sua frazione di Capodacqua.

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Foto da: Twitter

La protesta dei terremotati di Grisciano e Accumoli

Iniziativa pacifica, ma anche decisa ad attirare le attenzioni di quelle istituzioni che, per i manifestanti, hanno perso un po’ il senso di quella che e’ l’emergenza nei territori di Lazio e Marche. Tanti striscioni, contro gli eccessi di burocrazia, le troppe parole e i pochi fatti, tanti manifestini, consegnati anche a mano – senza pericoli o intoppi per la viabilita’ – alle macchine in transito lungo la Salaria. “Stiamo vivendo un disagio talmente grande che se non facciamo così la visibilità di posti come questo scomparirà del tutto – dice Luigi Rendina, presidente del comitato civico “Ricostruiamo Grisciano”, che ha organizzato la manifestazione – voglio ribadire che questa e’ una manifestazione pacifica, non e’ una protesta contro lo Stato, la Regione, il Commissario Errani o il capo della Protezione Civile Curcio, è solo una richiesta d’aiuto, un modo per dire alle istituzioni di darci una mano, di velocizzare e snellire le procedure, di non mandarci aiuti a tre giorni dalla manifestazione, ma di farlo in maniera sistematica e organizzata”. “La cosa più triste che si registra in questi giorni e’ che molte persone stanno rinunciando alle case provvisorie perche’ qui non torneranno piu’ – prosegue Rendina – e’ uno scenario preoccupante, perché questi posti vivono di gente, di persone, persone che devono invece essere messe nelle condizioni di tornare qui al piu’ presto possibile. Se togliamo questo qui non rimarra’ piu’ niente”. Maggiore comunicazione con le istituzioni, più rapidita’ ed efficienza nel percorso burocratico delle procedure, interventi rapidi su viabilita’, rimozione macerie e consegna e installazione delle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae). Sono queste, in sintesi, le richieste poste dai manifestanti alle istituzioni. “A distanza di 4 mesi la situazione e’ la stessa del 24 agosto – dicono alcuni dei manifestanti – non abbiamo avuto modo di confrontarci con nessuna delle istituzioni, a nessun livello”. Assenti, stamattina, il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, e i rappresentanti del comitato civico “Radici Accumolesi”, che rappresenta le istanze del capoluogo comunale.
Foto copertina da qui