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La petizione online dei genitori per vietare Squid Game. "Troppo violento per i nostri figli"

neXt quotidiano|

squid game netflix

Netflix vola trainata dal successo dei contenuti in lingua non inglese, a partire dal trionfo della serie coreana distopica ‘Squid Game’, vista da 142 milioni di utenti nelle prime quattro settimane dall’uscita. Gli abbonamenti nel terzo trimestre del 2021 sono cresciuti di 4,4 milioni di unità, più del doppio rispetto al trimestre precedente. Peccato per la piattaforma che ora la serie coreana sia finita al centro di una polemica, o meglio di una petizione.

“Fermiamo lo Squid game”: lo chiede una petizione online lanciata su Change.org e diretta alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza dalla Fondazione Carolina, Onlus dedicata a Carolina Picchio, la prima vittima acclarata di cyberbullismo in Italia. Il nome della onlus è evocativo di una storia che però, francamente, con i fatti in questione non centra nulla.

La petizione online dei genitori per vietare Squid Game. “Troppo violento per i nostri figli”

“Di fronte allo sgomento di mamme e maestre delle scuole materne non bastano i buoni propositi, ma serve un’azione concreta” dicono dalla Onlus, spiegando che il loro non è “un atto censorio, ma risponde alla necessità di far fronte alla sconfitta dei parental control e alla crisi della genitorialità.

Una débâcle messa nudo dai social e, soprattutto, dalle decine di segnalazioni che gli esperti per la sicurezza digitale delle nuove generazioni hanno raccolto da tutta Italia”. Dichiarazioni raccolte dall’Ansa che però rimangono un po’ nell’etere, poiché l’atto richiesto dalla Onlus è nei fatti censorio. Ai genitori il compito di controllare cosa un figlio vede o non vede, derogare il ruolo di responsabilità ad una commissione parlamentare mette a nudo un problema che alla prova della realtà va ben oltre Squid Game.