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La moglie di Cerciello: “Siamo morti tutti, non solo Mario. I nostri figli sono morti con lui”

“Quello che è accaduto ci è accaduto nel momento più bello, più felice della nostra vita. E gli ho dovuto chiudere gli occhi per sempre”.

Si chiama Rosa Maria Esilio ed è la vedova di Mario Cerciello Rega, il carabiniere di 35 anni ucciso a Roma nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019. Per il suo omicidio nei giorni scorsi sono stati condannati all’ergastolo Elder Finnegan Lee e Gabriel Natale Hjorth. Stasera è stata intervistata da Bruno Vespa a Porta a Porta:

Destino più crudele lo ha avuto mio marito che è stato assassinato mentre faceva il suo lavoro, nella città che aveva scelto come casa, in una notte, a pochi giorni dal nostro matrimonio, brutalmente. Ed io sì l’ho dovuto accompagnare nella nostra chiesa per dare l’ultimo saluto.

Noi abbiamo fatto tanti sacrifici, 10 anni per mettere le basi per quello che poteva essere la nostra famiglia. – continua la vedova di Cerciello Rega – quando ci siamo incontrati è stato come se ci conoscessimo da una vita, io avevo 24 anni e lui 26. E’ stato un percorso fatto di tanti sacrifici, coronato con la nostra convivenza prima, 2 anni, e poi il nostro matrimonio. Costruire la nostra casa insieme, fatta di tanti valori non volevamo far mancare nulla ai nostri figli. Lavorare entrambi. E abbiamo scelto Roma proprio perché poteva dare tante possibilità ai nostri figli. Figli che sono morti con lui, perché morto Mario è morta la nostra famiglia, tutti stiamo soffrendo, siamo dei sopravvissuti di tutto questo. Non riesco ad avere sogni diversi da quelli che avevo con lui.

Abbiamo atteso tanto il giorno del nostro matrimonio. Mario non vedeva l’ora di sposarsi. Lui è sempre con me, mi ha fatto alzare, perché Mario era così, era un treno che tirava tutti con sé. Aveva un’energia, la sua giornata durava 24 ore, viveva appieno. Aiutava tutti, chiunque poteva contare su di lui, chiunque poteva contare sulla sua spalla. Quello che è accaduto ci è accaduto nel momento più bello, più felice della nostra vita. E gli ho dovuto chiudere gli occhi per sempre.

La famiglia nasce con l’amore, l’amore dà risposta a tutto. Famiglia finalizzata ai bambini, ne volevamo almeno 3 e avevamo parlato anche dei nomi proprio pochi giorni prima. Siamo morti tutti, non solo Mario. Siamo tutti uniti, molto uniti nel dolore sovrumano. Il futuro sarà diverso da quello che avevamo progettato, si amo dei sopravvissuto e il processo non è semplice affrontarlo: un dolore nel dolore. La forza di lottare per la sua integrità.