Politica

La mediazione della Lega sul DDL ZAN? Seppellirlo con 700 emendamenti

Il capogruppo della Lega al Senato ha ammesso che una mediazione potrebbe convincere il partito a ritirare gran parte degli emendamenti. Se si dovesse accettare il dibattito su tutti i punti presentati dal carroccio, il rischio è quello di perdere troppo tempo.

ddl za mediazione lega emendamenti salvini

Puntuali come un orologio svizzero sono arrivati i 700 emendamenti della Lega. Prima annunciati, poi sconfessati e alla fine presentati. Per avere maggiori chiarimenti sarà sufficiente aprire un dizionario ed andare alla voce “ostruzionismo”. La scorsa settimana c’era stata la lunga discussione sull’opportunità o meno di aprire un tavolo di mediazione, il Pd intimorito dai tempi che sarebbero potuti diventare lunghissimi aveva rifiutato rimanendo sulle sue posizioni. Ecco allora che le paure dei dem si sono materializzate con gli annunciati emendamenti. Adesso bisognerà discuterli ed affrontare passo dopo passo tutte le rimostranze del partito di Matteo Salvini. “Se si dialoga, la Lega è pronta a ritirare gran parte degli emendamenti presentati al Ddl Zan. Se invece il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone”, ha commentato Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

Ddl Zan, come previsto la Lega arriva in aula con 700 emendamenti. Al via la discussione

I dem al momento sono rimasti inchiodati sulle loro posizioni, nonostante il pericolo che avevano letto all’orizzonte gli si è presentato per altra via. Se non si dovesse riuscire a chiudere in tempi brevi la discussione sul Ddl, il rischio è che possa slittare a data da destinarsi chiudendo mesi di discussione in un niente di fatto.

Il Senatore e primo firmatario Zan ha twittato in queste ore, commentando l’atteggiamento della Lega che appaia le sue posizioni a quelle di Orban. Tra i tanti interventi sotto il suo post c’è però poca solidarietà, molti degli utenti rimproverano Zan e il Pd di non aver accettato la mediazione. Il termine per gli emendamenti è scaduto questo martedì alle 12, ore il dardo è tratto. Il prossimo passo è la nuova discussione in aula e il voto segreto, due ostacoli che al momento sembrano difficili ma non impossibili per i sostenitori del disegno di legge contro l’omotransfobia.