Attualità

La Lombardia ha sconfitto il Gender un'altra volta

roberto maroni copertina

Probabilmente se a governare la Lombardia ci fosse ancora il casto divo Formigoni la battaglia contro il gender sarebbe già stata vinta. Solo ieri infatti la Regione Lombardia ha lanciato l’offensiva contro “l’Ideologia Gender” un notevole ritardo rispetto alla Regione Veneto che già qualche tempo fa aveva approvato una mozione per “vietare il gender”. In che modo? Molto semplice verrà vietato un libro, Nei panni di Zaff che racconta la storia di un bambino che vuole fare la principessa. In fondo per quale motivo le fiabe dovrebbero a essere a senso unico?

Fonte: il Giornale
Fonte: il Giornale

 

I libri messi all’indice

È la solita storia che si ripete, come a Venezia quando il Sindaco Luigi Brugnaro fece bandire tutti i libri gender dalle scuole del capoluogo lagunare, salvo poi fare una mezza marcia indietro dicendo di non averne letto nemmeno uno (e scatenare altre polemiche in merito a nuove uscite omofobe). Zaff, che non vuole fare il pompiere o il calciatore viene emarginato e preso in giro dai compagni, perché è diverso da loro, perché ha dei sogni che non sono quelli di tutti. La cosa divertente è che il libro è stato pubblicato dieci anni fa, nel 2005, e incredibilmente solo ora è diventato un libro pericoloso da vietare nelle scuole (ma non nelle librerie). Impossibile non farsi venire il sospetto che si tratti tutta di una montatura della macchina della propaganda leghista che ha colto alcuni malumori “anti-gender” nel suo elettorato e cerca così di cavalcare l’onda del movimento delle Sentinelle in Piedi. Non è certo la prima volta infatti che la Lega si schiera a favore dei sostenitori della famiglia naturale, quella cattolica fondata sul matrimonio, in fondo in casa Lega troviamo Ex-Ministri che si sono sposati con rito celtico (o che hanno officiato matrimoni celtici) oppure Capitani Coraggiosi e Senatur che di famiglie ne hanno avute più di una. Giusto che in Lega si voglia rafforzare il ruolo della famiglia, speriamo che sappiano anche capire di quale famiglia parlano. Ricordiamo, sempre per restare nel merito delle fiabe per bambini (ma anche dei cartoni animati) come in molti casi ci sia ben poco di “naturale” nelle favole che leggiamo e che se vogliamo possiamo trovare cose ben peggiori del gender anche in storie come il Brutto Anatroccolo, dove un pulcino viene respinto dalla sua famiglia perché “diverso” e poi si trasforma in un bellissimo cigno (un po’ gay no?). Che dire invece di Biancaneve, che nella versione dei Grimm rischia di essere uccisa da sua madre (e non dalla matrigna) che è invidiosa di lei?

NO alla teoria GENDER nelle scuole, passa la mozione della Lega in Lombardia.Hanno votato contro PD e 5 Stelle, dandoci degli “IGNORANTI”.Giu le mani dai bambini!!!
Posted by Matteo Salvini on Wednesday, 7 October 2015

 

La soddisfazione della Lega Nord

Sì sa che in Lega sono bravi a farsi pubblicità con iniziative di nessun valore che però promettono clamorose rivoluzioni e vittorie eclatanti contro nemici inventati per l’occasione. Ecco quindi che Massimiliano Romeo e Jari Colla, rispettivamente capogruppo e vice-capogruppo della Lega al Consiglio Regionale lombardo festeggiano l’approvazione della mozione che ha liberato la Lombardia dagli scandalosi libri del gender. Romeo preferisce ricordare che la scuola si deve occupare di insegnare a leggere e scrivere solo i libri “giusti” e che il rispetto degli altri è a senso unico.

massimiliano romeo lega no gender
La Lombardia concreta all’attacco delle favole, come suona messa così?

Jari Colla invece ci spiega che grazie alla Lega non sarà più possibile leggere il “raccolto” La Principessa sul Pisello e che finalmente gli squallidi adulti ideologizzati saranno tenuti a debita distanza dall’infanzia e dai bambini lombardi.
jari colla lega nord mozione gender principessa pisello
Il Gender come i Protocolli dei Savi di Sion!1

Insomma finalmente potremo dire addio a capolavori di scuole come la “Gianfranco Miglio” di Adro e ai settecento simboli dell’idiozia leghista con i quali era stata decorata su idea dell’allora sindaco Danilo Oscar Lancini? Non a caso oggi Lancini, che non è più sindaco di Adro è uno dei più accesi difensori della famiglia naturale. Peccato che quando si trattò di venire incontro alle necessità delle famiglie che non avevano i soldi per pagare la mensa  il signor Lancini non fu altrettanto a favore dei diritti dei bambini. Chissà se Lancini il 17 ottobre andrà a sentire anche il convegno dell’associazione anti-gender “Nutrire la Famiglia per Nutrire il Futuro” o se preferirà rimanere a casa