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«La Grecia usata come laboratorio della UE»

yanis varoufakis

“La Grecia è stata il laboratorio. Il primo Paese a fallire. Ci hanno imposto misure sette volte più pesanti di quelle applicate altrove. Il Portogallo non ha certo pagato il prezzo che abbiamo pagato noi. Prima hanno agito in Grecia e quando si sono spostati in Spagna e in Irlanda avevano già affinato la lezione”. Lo afferma l’ex ministro greco dell’Economia, Yanis Varoufakis, in un’intervista al Messaggero. “Dire che la Troika ha funzionato in Spagna è alquanto esagerato”, aggiunge. “La ripresa spagnola è molto fragile, posti di lavoro che possono sparire da un momento all’altro e per di più è una ripresa che si puntella a spese della Francia. Il lavoro viene sottratto ai francesi e spostato in Spagna. Ma si tratta lavoro precario. Chieda agli spagnoli se si sentono fuori dalla crisi. L’Europa è ancora il malato del mondo”. Il vero obiettivo della Germania, secondo Varoufakis, non era far fallire la Grecia, ma tenere sotto scacco Francia e Italia: “La Grecia, tutto sommato, era insignificante sulla scacchiera del grande gioco europeo. Il vero obiettivo era ed è la Francia. L’Italia? Ha un’importanza minore ma comunque andava limitata sul fronte della produzione: alla Germania per esempio stava a cuore che la Fiat di Marchionne non mettesse le mani su Volkswagen”.
Varoufakis assicura di essere ancora vicino ad Alexis Tsipras, “siamo stati sottoposti a un’incredibile pressione e ora, certo, politicamente abbiamo delle divergenze, ma se gli esseri umani sacrificassero per questo un’amicizia sarebbero davvero poca cosa”. Sulla questione immigrazione, aggiunge, “Angela Merkel ha mostrato un incredibile livello di leadership. A questo punto tutti dobbiamo imparare dalla Germania”.