Cultura e scienze

La fine della storia della pediatra e dei genitori no-vax che vogliono gli esami pre-vaccinali

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Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato la vicenda della pediatra che ha revocato il rapporto con i genitori no-vax di un bambino per il quale loro pretendevano che lei prescrivesse (inesistenti) esami pre-vaccinali, tra l’altro consigliati da un altro medico.

La fine della storia della pediatra e dei genitori no-vax che vogliono gli esami pre-vaccinali

Oggi Repubblica Bari riepiloga la vicenda, ma soprattutto riporta le dichiarazioni della dottoressa, che preferisce non commentare, e quelle del presidente dell’Ordine dei Medici di Bari, Filippo Anelli, che assieme alla direzione del distretto Asl di Bitonto riceve la missiva della collega, per conoscenza.

«L’ho sentita e credo abbia tutto il diritto di agire come ha fatto — spiega il presidente — perché a prescindere dai contenuti delle divergenze, non va sottovalutato il gesto dei pazienti di inviare addirittura una raccomandata, come a mettere in mora la pediatra». La preoccupazione del presidente è che «le fake news che circolano in rete sul tema dei vaccini possano minare il rapporto di reciproca fiducia tra pazienti e medici, rendendo impossibile il dialogo».

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All’Ordine la dottoressa ha ribadito di avere chiesto di visitare il bambino, prima di procedere con qualsiasi accertamento. “Mi preme precisare che la prescrizione di indagini diagnostiche da parte di un medico, scaturisce da un’attenta valutazione anamnestica e clinica del caso, secondo scienza e coscienza”, si legge infatti nella lettera di risposta ai genitori. «La collega ci ha ribadito di avere avuto difficoltà a visitare il piccolo paziente — conferma Anelli — e di non avere voluto prescrivere esami inutili, solo perché chiesti dai genitori».

La mamma No vax, però, non si arrende. «La raccomandata è stata mandata a seguito di una respinsione verbale — controreplica su Facebook — Ci siamo rivolti a lei per le continue sensibilità di allergie del bambino, indipendentemente dalle scelte vaccinali eravamo preoccupati per la salute del piccolo». Poi il focus sui vaccini. «Poiché il bambino aveva sviluppato malattie esantematiche e pertosse, abbiamo chiesto se era utile sapere quali fossero state, tramite analisi anticorpali, per avere diritto a esenzioni o al vaccino monovalente — è la chiusura — Ci è stato detto che abbiamo fatto perdere tempo, ed è la dimostrazione che nessun pediatra gradisce genitori scomodi».

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