Cultura e scienze

La diga green che cattura la plastica sul Tevere

Il sistema di intercettazione, realizzato da Castalia Operations srl, la stessa che ha installato le dighe sul Po, consiste in barriere in polietilene che bloccano i rifiuti galleggianti accumulandoli in un’area specifica, dalla quale vengono successivamente raccolti

tevere diga plastica fiumicino

La diga green che la Regione Lazio ha fatto installare vicino alla foce del Tevere, a Fiumicino, per intercettare il grande inquinatore dei mari, la plastica, ha salvato le acque da 460 kg che avrebbero deteriorato ulteriormente l’habitat marino. Nel primo mese ha raccolto mezza tonnellata di plastica. Repubblica Roma racconta che i tecnici hanno proceduto all’analisi di un primo campione di 114 kg, scoprendo che gli imballaggi costituiscono una percentuale del 46,27%, mentre il resto è formato da frazioni varie: come i seggiolini da auto per i bambini, giacche, palloni, sedie a sdraio. In ogni caso, rifiuti molto grandi che l’Ama definirebbe ingombranti e che qualcuno ha abbandonato in discariche improvvisate sugli argini: poi le piene e la corrente li hanno fatti arrivare al fiume. Le plastiche, una volta entrate a contatto con l’acqua marina, si deteriorano, diventano microplastiche che finiscono nelle pance dei pesci e soffocano le tartarughe marine.

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Certo, di dighe antiplastica il Tevere era già fornito, anche se queste sono “naturali”:

Il sistema di intercettazione, realizzato da Castalia Operations srl, la stessa che ha installato le dighe sul Po, consiste in barriere in polietilene che bloccano i rifiuti galleggianti accumulandoli in un’area specifica, dalla quale vengono successivamente raccolti. Ad occuparsi del prelievo e dell’avvio a riciclo della plastica recuperabile sarà Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi di plastica.

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