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La denuncia agli animalisti per il blitz del META a Quarona

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Andrea Zanello sulla Stampa di oggi torna sul video di Quarona pubblicato dagli animalisti venerdì scorso in cui si documenta il boicottaggio di una gara di pesca alla trota. La notizia è che i genitori di uno dei minori ritratti nel video hanno deciso di sporgere denuncia nei confronti degli animalisti:

Il video, di poco meno di quattro minuti, mostra gli animalisti sul bordo del fiume: si rivolgono ad un bambino, cappellino in testa e canna da pesca in mano, e gli chiedono se gli piace ammazzare i pesci. Di fianco al piccolo c’è il padre che si frappone tra il figlio e gli attivisti dicendo di non ascoltare. «Sì, non ascoltare la verità», urla qualcuno degli animalisti. I toni si alzano mentre il bimbo, non ripreso si allontana. La tensione a quel punto è palpabile: «Hai fatto piangere mio figlio» dice il padre, che dopo un altro scambio di battute con gli animalisti gira i tacchi per raggiungere il bambino.
A due settimane di distanza è arrivata la denuncia dei genitori del piccolo pescatore. «Noi non mettiamo le immagini dei nostri figli su Facebook e loro si sono permessi di caricare quel filmato in rete. Venerdì ci hanno avvertiti che il video era on line, pensavamo si trattasse di uno scherzo. Invece sono giorni che riceviamo telefonate: in tanti sono preoccupati, chiedono come sta mio figlio», si sfoga Michele, il padre del bimbo che è anche uno degli organizzatori della gara.


Raccontano i due:

«Mio figlio è rimasto molto scosso dall’episodio: il video racconta solo una piccola parte di quel pomeriggio di provocazioni. Soltanto con lui saranno andati avanti per 10 minuti». Lui e il bambino, che pesca da quando ha cinque anni, durante la pausa della gara cambiano sponda di fiume, come previsto dal regolamento. «Arrivati dalla parte opposta abbiamo visto questi ragazzi che già discutevano con altri pescatori. Siamo scesi sull’argine e poco dopo sul bordo del fiume sono arrivate una quindicina di persone». Inizialmente i toni sono pacati, ma poi parte un’escalation. «Il filmato è stato tagliato: sono arrivati con una cattiveria e un’aggressività che nessuno si aspettava. A mio figlio hanno anche urlato “assassino”».

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