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La crociata No Gender della Lega a Rivoli

A Rivoli viene presentata, e approvata, una mozione che chiede agli insegnanti “relazioni preventive” per assicurarsi che non venga insegnata l’ideologia gender. A proporla una consigliera della Lega. La protesta dei genitori

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A Rivoli la consigliera comunale Manuela Mancin, in quota Lega, ha presentato una mozione che chiede a maestri e insegnanti di “preventive e dettagliate relazioni scritte alle famiglie sugli argomenti che i docenti intendono trattare con gli alunni”, per, a detta della Mancin, difendere i bambini dall’educazione gender “che in alcune scuole italiane si è insinuata nei programmi didattici”

La crociata No Gender della Lega a Rivoli

La storia è stata raccontata da Repubblica Torino che spiega che nel testo della mozione si intima agli insegnanti di vigilare contro quella che non è altro che una bufala: “Con questa mozione non si vogliono giudicare i gusti sessuali di nessuno ma questo processo non lo si può e non lo si deve indurre condizionando e inculcando nelle menti delicate dei bambini concetti che possono soltanto confondere e generare insicurezze sull’identità più profonda, creando disorientamenti psicologici”, viene riportato nel testo della mozione. Il documento è stato votato sia dagli altri consiglieri comunali della Lega e da alcuni di Fratelli d’Italia. Ecco uno stralcio del testo che spiega che l’amministrazione deve “vegliare sull’educazione e segnalare a tutto il mondo scolastico che l’educazione alla parità tra i due sessi, l’educazione sessuale, la lotta al bullismo e alla violenza, sono temi fondamentali ma non devono mai mettere in discussione l’incontrovertibile identità biologica che la natura ha assegnato ad ogni individuo” . Ovviamente genitori e insegnanti hanno protestato contro un documento che di fatto impone un controllo preventivo dell’operato dei maestri in aperto contrasto con l’autonomia della scuola. Una petizione firmata da 120 genitori, ed inviata al sindaco di Rivoli recita:  “E’ grave che un partito del Consiglio comunale, intenda vegliare sull’operato della scuola, negando le differenze e pretendendo che la scuola si adegui ai loro principi di discriminazione, non accettando altra identità di genere e di orientamento sessuale se non quello da loro chiaramente espresso in questa mozione”. Il sindaco Andrea Tragaioli, che si è pilatescamente astenuto è stato criticato dai consiglieri dell’opposizione del Partito Democratico: “Il ‘primo cittadino’, armato dal suo consueto aplomb, è uscito dall’aula. Le forze più moderate all’interno della maggioranza hanno perso un’occasione”. La mozione è passata.