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La buona scuola? Si fa con la marijuana

Dal primo gennaio 2014 il Colorado grazie a un referendum ha legalizzato la vendita di marijuana. Dal dicembre 2012 nel paese l’emendamento 64 aveva stabilito la liceità del possesso e dell’uso della canapa (fino ad un’oncia ovvero 28 grammi circa) per tutti coloro al di sopra dei 21 anni (l’età in cui negli USA si diventa maggiorenni). Il referendum ha deciso che l’erba può essere venduta da appositi esercizi commerciali e che chiunque al di sopra dei 21 anni può legalmente acquistarne. In Colorado, inoltre, è consentita a ciascuno la coltivazione domestica della marijuana fino ad un massimo di sei piante. A beneficiare dei maggiori introiti per lo Stato dalle tasse sull’uso e il commercio sono stati i cittadini, che hanno ricevuto una restituzione delle tasse per il surplus del bilancio, e le scuole. Nel paese infatti i Democratici avevano chiesto che i proventi della marijuana fossero destinati all’edilizia scolastica, e oggi le scuole cominciano a presentare i progetti per accedere ai fondi.

Sei mesi dopo la legalizzazione della Marijuana è tempo di bilanci
Sei mesi dopo la legalizzazione della Marijuana è tempo di bilanci

LA BUONA SCUOLA? SI FA CON LA MARIJUANA
Nell’anno fiscale 2013-14 il Colorado ha raccolto quasi 15 milioni di dollari in tasse legate alla vendita della marijuana. Gran parte del denaro è finito in un fondo dello Stato e attribuito alla ricerca sull’abuso e sulla prevenzione all’uso della sostanza. Il surplus di bilancio dell’anno fiscale 2014-2015 ha già superato i sessantuno milioni di dollari, e una parte andrà alle scuole. Ovvero, come è già deciso, le accise: 40 milioni di dollari delle tasse sulla marijuana andranno all’edilizia scolastica e alle iniziative delle scuole secondo le previsioni del governo insieme ad altri fondi provenienti da lotterie statali: 4,1 milioni li ha ricevuti l’Aspen Community School a Woody Creek per il suo campus. La Roaring Fork School District ha chiestoi 8,8 milioni dollari al fondo come parte di un finanziamento necessario a demolire e ricostruire due dei tre edifici della Glenwood Springs Elementary. Altri progetti finanziati dalle tasse sulla marijuana riguardano la formazione di psicologi, assistenti sociali, infermieri e consulenti per la salute. Altri 2,2 milioni di dollari saranno spesi per assumere a tempo pieno esperti nelle scuole.
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VANTAGGI PER TUTTI (ANCHE PER CHI NON FUMA)
La liberalizzazione del commercio della marijuana ha già creato, compreso l’indotto, 10.000 nuovi posti di lavoro. Inoltre lo Stato del Colorado ha stabilito che i primi 40 milioni di dollari generati dalla tassazione sulla vendita dovranno andare a finanziare la costruzione di nuovi istituti scolastici. È previsto inoltre di usare parte degli introiti per regolamentare il mercato e promuovere campagne d’informazione sulla marijuana. Questi processi di legalizzazione possono porre fine alla War on Drugs, la guerra alle droghe iniziata dal Presidente Richard Nixon nel 1970 e che è costata negli ultimi 40 anni la cifra impressionante di un triliardo di dollari e migliaia di vite umane senza ottenere alcun successo realmente tangibile? Se non altro quanto sta accadendo in Colorado (ma anche in altri stati) potrebbe costituire  il momento propizio per gli Stati Uniti per iniziare una riflessione su come riformare la lotta alla droga che attualmente costa 51 miliardi di dollari l’anno senza contare la perdita degli introiti di un’eventuale tassazione che alcuni ricercatori dell’ultra liberista Cato Institute stimano poter arrivare fino a 46 miliardi di dollari. Destinare una parte maggiore del budget dedicato alla guerra alla droga alle attività di prevenzione, di educazione e di riabilitazione per coloro che hanno sviluppato una dipendenza probabilmente potrebbe avere un impatto maggiore e duraturo.

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