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La bomba di Ansbach

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Un rifugiato siriano di 27 anni la cui domanda era stata respinta è il responsabile di un attentato in un ristorante ad Ansbach, cittadina dalle parti di Norimberga in Germania. Nell’attentato, per fortuna, è morto solo l’attentatore ma undici persone sono rimaste ferite. Il ministro dell’Interno della Baviera Joachin Hermann ha spiegato in una conferenza stampa che l’attentatore si era sistemato ad Ansbach. Aveva tentato il suicidio due volte ed era stato anche ricoverato in un ospedale psichiatrico. Non è ancora chiaro se l’uomo ieri abbia agito con un intento suicida o voleva uccidere. Questo dovrà essere chiarito dalle indagini in corso, che però non escludono stavolta il terrorismo islamico. Ieri un profugo aveva ucciso una donna con un machete a Reutlingen.

La bomba di Ansbach

Secondo la polizia l’attentatore intendeva colpire per “fermare” il festival musicale a cui partecipavano 2.500 persone. Tuttavia l’uomo, che è morto, non è riuscito a fare esplodere il suo ordigno dove voleva. L’uomo portava l’ordigno esploso in uno zainetto. “Mentre la band suonava abbiamo sentito un bel botto alle nostre spalle. Abbiamo sentito il boato e l’onda d’urto. Un uomo della sicurezza è corso verso l’entrata”, ha raccontato alla Bild Kevin Krieger, che assisteva al concerto di musica ad Ansbach. “Ho visto due persone a terra che avevano ferite alla testa ed al collo. Le ho soccorse. Nel frattempo la polizia ci ha fatti evacuare. Non ci sono state grida, tutto è andato avanti abbastanza tranquillamente”. Qualche elemento utile alle indagini potrebbe venire dal telefono cellulare dell’attentatore, che è stato trovato sul luogo della deflagrazione. In ogni caso, ha aggiunto il ministro, il contenuto del suo zainetto sarebbe stato sufficiente a uccidere e ferire molte più persone. Nell’ordigno sarebbero stati messi anche pezzi di metallo, simili a utensili per la lavorazione del legno.
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