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La bancarotta dell'umanità è lo sgombero del Baobab

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È in corso al Piazzale est della stazione Tiburtina lo sgombero degli accampamenti di fortuna dove nei giorni scorsi hanno trovato riparo i migranti un tempo ospitati davanti il centro di accoglienza Baobab in via Cupa, a Roma. Lo fanno sapere gli attivisti di Baobab experience: “Settanta migranti già identificati sono stati prelevati dalle forze dell’ordine stamattina e condotti all’ufficio stranieri di Via Patini- dicono- Tutti già in attesa di relocation europea e di protezione internazionale, sono saliti sui pullman sperando in un’accelerazione delle pratiche. Noi, attivisti di Baobab Experience, insieme a cittadini e associazioni, abbiamo garantito che le operazioni di svolgessero nel pieno rispetto dei diritti e della dignita’ dei migranti. Abbiamo poi recuperato e messo al sicuro gli effetti personali lasciati nelle tende, per evitare che venissero impropriamente posti sotto sequestro, come già accaduto nel corso dello sgombero del 30 settembre a Via Cupa. Non aiuteremo invece le forze dell’ordine e l’Ama a smantellare l’accampamento di fortuna, non smonteremo le tende donate dai cittadini, già riparo insufficiente alle violente precipitazioni di questi giorni. Resisteremo, in modo pacifico ma fermo. Dalla parte giusta”.

La bancarotta dell’umanità è lo sgombero del Baobab

“Mentre su Roma si abbatte un violentissimo temporale, circa 200 persone, tra cui diversi bambini, per lo più eritrei in fuga dalla dittatura e quindi potenziali beneficiari di protezione internazionali si apprestano a trascorrere la notte in un accampamento di fortuna, nell’inerzia delle istituzioni e in attesa dell’ennesimo sgombero che li sposterà di qualche centinaio di metri. Come in un tragico gioco nell’oca. Ecco cos’e’, nella Capitale d’Italia, la bancarotta dell’umanità denunciata da Papa Francesco”, dichiarano in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma. “La tendopoli all’ombra della stazione Tiburtina – dove questi migranti possono contare solo sull’impegno degli instancabili volontari di Baobab experience, sull’assistenza legale di alcune organizzazioni tra cui noi radicali e sulla solidarietà dei romani – è lo specchio del fallimento della politica europea sull’immigrazione, della progressiva chiusura delle frontiere e dell’adesione degli stati nazionali alle peggiori istanze populiste e xenofobe”, prosegue la nota.

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Foto da: Baobab Experience su Facebook

A inizio giugno di quest’anno la Polizia era tornata a sgomberare la tendopoli portando via 70 migranti. Le operazioni di controllo e di identificazione e i trasferimenti dei migranti sono proseguite anche nei mesi successivi: quattro in tutto nell’arco di poche settimane gli interventi delle forze dell’ordine, l’ultimo dei quali a metà agosto durante il quale sono stati identificati 90 migranti, la maggior parte dei quali è stata trasferita nel centro di via Ranzani a Rocca di Papa. Qualche tempo fa la polizia è tornata di nuovo in via Cupa, e e come da copione ha trasferito i migranti in Questura per le procedure di identificazione e per il successivo ed eventuale trasferimento in un altro centro di accoglienza. Sempre qualche tempo fa  su Internazionale, in un reportage a firma di Annalisa Camilli uno dei volontari ricordava come uno degli ultimi incontri con l’assessora alle politiche sociali del Comune di Roma Laura Baldassare si fosse risolto con un nulla di fatto. La Baldassare ha interrotto il tavolo tecnico con volontari e associazioni che operano in via Cupa spiegando che non c’è la possibilità di allestire una tendopoli con 150 posti letto. Ieri il dipartimento per le Politiche Sociali del Comune faceva sapere che i 95 posti trovati in via del Frantoio e i 70 nello stabile della Caritas al Pigneto per svuotare l’accampamento di via Cupa «non riescono più a rispondere pienamente alle sempre maggiori richieste di accoglienza».  A quanto si apprende in seguito allo sgombero di stamattina sono in trattazione in totale 101 cittadini eritrei e 8 somali fra i quali 76 uomini, 24 donne e 1 minore. Per tutti è prevista l’accoglienza presso il centro di via del Frantoio o in altre strutture che la sala operativa sociale del Comune sta individuando. Insomma esattamente il contrario di quello che diceva l’assessora meno di dieci giorni fa. A questa situazione va però aggiunta quella di un centinaio di ospiti (abusivi) dell’ex centro di accoglienza occupato di Via Vannina svoltasi il 27 settembre.

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