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Kim Jong Un è vivo e lotta insieme a noi?

kim jong un

Sparito. No, malato. Anzi, vittima di un golpe. Kim Jong Un è ufficialmente assente dalla scena politica della Corea del Nord dal 3 settembre, ma domani sarà il giorno della verità. Venerdì 10 ottobre ricorre infatti il 69esimo anniversario della Costituzione della Corea del Nord, oltre che la Festa del Partito del Lavoro, la cassaforte del potere del suo regime: se anche in queste occasioni Kim non si presenta, tutte le speculazioni saranno autorizzate. Compresa quella che vuole un Kim Jong Un detronizzato dalla sorellina in quello che sarebbe il primo golpe contro un eroe di internet.
 
CHE FINE HA FATTO KIM JONG UN? 
Mai Kim, al potere dal 2011 dopo la morte del padre Kim Jong Il, si era assentato così a lungo dalle occasioni pubbliche. Sono ormai 36 giorni dalla scomparsa dai radar di Kim e le illazioni sono all’ordine del giorno. Secondo il Wall Street Journal il leader nord coreano  soffrirebbe di una forma cronica gotta a causa di una dieta eccessivamente ricca di zuccheri, di carne, e alcolici. L’agenzia di stampa sud coreana Yonhap riporta una dichiarazione da una fonte non precisata secondo la quale è da ritenere che Kim soffra di una serie di gravi problemi di salute tra cui, oltre alla gotta, anche diabete, pressione alta e obesità. Ad alimentare i sospetti sui problemi di salute del dittatore c’è anche un video dove si vede Kim Jong Un zoppicare vistosamente mentre fa il suo ingresso alla cerimonia per il ventesimo anniversario della morte di suo nonno (e capostipite della dinastia) Kim Il Sung. Intanto il complottismo impera. Il fatto che in una certa visita alle comune agricole la KCNA – agenzia di stampa ufficiale – ha segnalato la presenza del premier invece che del leader vuol dire qualcosa? C’è anche chi evoca una fine della dinastia del Kim, ormai arrivata con Jong Un alla terza generazione.

No, non è morto
No, non è morto

IL COMPLOTTO DELLA SORELLASTRA
Intanto il Globalpost scrive che un altro attore è comparso nella scena delle élite della Corea del Nord: Kim Jong Yo. «Lei è una delle poche persone che ha accesso senza restrizioni e diretto alle stanze del fratello. Non sarei sorpreso se in questo momento lei fosse il filtro tra il dittatore e il resto del mondo», dichiara Michael Madden, che gestisce un blog sulla Corea del Nord. Di lei non si sa molto: ha frequentato scuole svizzere, come il fratello, è nata nel 1987 o nel 1988 ed è la più giovane dei sette fratelli che l’ex dittatore Kim Jong Il ha avuto da quattro mogli diverse. Non è comparsa né è stata mai nominata nei comunicati ufficiali della Corea né nei pallosissimi documentari agiografici che il padre di Kim Jong Un faceva girare. Lo scorso marzo però è comparsa per la prima volta in tv come alto funzionario ed è diventata un membro del parlamento della Corea. Kim Jong Yo, nel frattempo, potrebbe aver avuto un ruolo di pianificatore amministrativo e logistico per Kim Jong Un, vista la sua notevole esperienza. «Sappiamo per certo che è stata usata per i controlli di sicurezza in occasione dei viaggi di suo padre”, ha detto Christopher Green, esperto di affari internazionali.
L'ha fatto per il LOL
L’ha fatto per il LOL

E LA BRUTTA FINE DEI PARENTI
Inutile ricordare che alla fine del 2013 lo zio di Kim Jong Un, Jang Son-Taek, è stato giustiziato per tradimento e corruzione. Anche la moglie sembra essere scomparsa (alcuni dicono che ha riparato in Polonia); il fratellastro Kim Jong Nam è stato espulso dal Giappone ed è scappato a Macao; stessa fine che potrebbe aver fatto Kim Jong Chul, altro maschio caduto in disgrazia perché il padre lo considerava troppo sensibile per un “lavoro” duro come quello del dittatore.
(fonte: http://kimjongunlookingatcake.tumblr.com/)
(fonte: http://kimjongunlookingatcake.tumblr.com/)

 
UN’ASSENZA SOSPETTA
Il Guardian segnala che alla solenne sfilata dedicata agli atleti di ritorno dai Giochi asiatici, al posto dell’assente Kim, c’erano tre funzionari uno dei quali, Hwang Pyong So, in realtà non ha nulla a che fare con lo sport ma col cosiddetto Dipartimento guida e organizzazione. Questa ipotesi, scrive il quotidiano britannico, è in particolare sostenuta da un fuoriuscito nordcoreano, il quale afferma che quella struttura potrebbe aver assunto il controllo del potere. Si tratta comunque di un gioco pericoloso anche per chi è dato in ascesa: la sovraesposizione, in un regime come quello nordcoreano, potrebbe costare cara a chi si espone. Tutti ricordano il caso dello zio di Kim, Jang Song-Thaek, che sarebbe stato giustiziato (assieme a tutta la famiglia) alla fine del 2013. Anche nel suo caso si parlava di un tentato colpo di stato. Il New York Times, invece, dà conto di una serie di speculazioni apparse sui social network cinesi secondo i quali un eventuale colpo di stato potrebbe essere stato architettato dal vicemaresciallo Jo Myong Rok. «Un solo problema: Jo pare che sia morto diversi anni fa», sfotte il quotidiano americano. Un’altra ipotesi che è particolarmente diffusa sui media è che Kim si stia riprendendo in una villa, lontano dalle telecamere che non lo devono riprendere in condizioni men che ottimali. Domani sapremo la verità.

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