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Johnson e Johnson e il risarcimento milionario per i "danni del talco"

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La sentenza del tribunale di St. Louis che condanna la Johnson e Johnson ad un mega risarcimento da 72 milioni di dollari (65 milioni di euro) è destinata a suscitare molte polemiche. Per la prima volta infatti i giudici hanno stabilito che la multinazionale dovrà pagare i danni ad una donna che è morta di cancro “a causa del talco” della Johnson e Johnson. Ad intentare la causa (non la prima a dire il vero) è stata Jackie Fox da Birmingham, Alabama, morta a 62 anni lo scorso ottobre a causa di un cancro alle ovaie. L’azienda è stata ritenuta colpevole dei reati di  frode, negligenza e associazione per delinquere per non aver espressamente indicato sulle confezioni che i suoi prodotti a base di talco, tra cui il Johnson’s Baby Powder e lo Shower to Shower, possono provocare o favorire l’insorgere del cancro alle ovaie

La sentenza è destinata a essere ridimensionata in appello

In passato già altre donne avevano intentato causa all’azienda, ad esempio Deanne Berg anche lei utilizzava il talco per l’igiene intima e anche lei aveva scoperto di essere affetta da un carcinoma ovarico. Nella sentenza del caso Berg, emessa nel 2013, il giudice pur riconoscendo che la Johnson e Johnson era colpevole di aver omesso l’avvertimento sui possibili rischi per la salute sulle confezioni di talco non ha condannato l’azienda ad alcuna forma di risarcimento nei confronti della donna. Il verdetto di ieri invece dà ragione alla querelante e rischia di creare un insidioso precedente per la Johnson e Johnson. Nei confronti dell’azienda sono state intentate numerose cause, l’ultima una class action da parte di 700 donne il cui processo dovrebbe iniziare in questi mesi. Ma a livello nazionale sono almeno un migliaio i contenziosi aperti, e altrettanti potrebbero nascere dopo questa clamorosa sentenza. La Johnson e Johnson ha ribadito la sua innocenza e si riserva di decidere se ricorrere in appello o meno, cosa che farà con tutta probabilità. E ci sono buone possibilità che in secondo grado la sentenza venga ribaltata o quanto meno venga ridotta l’entità del risarcimento che è suddiviso in due parti: 10 milioni di dollari per i danni e 62 milioni in danni punitivi la cui entità probabilmente verrà ridotta in maniera considerevole. Ma perché si crede che il talco (e specificatamente quello della J&J) possa causare il cancro alle ovaie?

Che rapporto c’è tra talco e carcinoma ovarico?

Fermo restando che la sentenza di St. Louis nulla ci dice a proposito della correlazione tra cancro ovarico e talco alla base di questa affermazione ci sono alcuni studi condotti fin dall’inizio degli anni Settanta secondo i quali l’uso regolare di talco sugli organi genitali femminili aumenta le probabilità che si sviluppi il cancro alle ovaie. Il rapporto tra l’utilizzo della polvere di talco e il cancro ovarico non è scientificamente provato, anche se la sostanza è stata inserita nella lista degli elementi (oltre un centinaio) che potrebbero costituire un fattore di rischio per la salute umana. Nel 2006 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha condotto e pubblicato uno studio sul rapporto tra talco e tumori, ricordando come fino al 1976 i prodotti a base di polvere di talco usati nella cosmesi contenevano un maggior numero di impurità rispetto a quelli attualmente in commercio. Lo studio della IARC aveva concluso che non c’erano sufficienti elementi per dimostrare un rapporto tra l’utilizzo del talco sui genitali e l’insorgere di una qualche forma di carcinoma ovarico. La monografia della IARC inoltre esamina tutti gli studi precedenti mettendone in evidenza l’incompletezza e l’inconclusività. Al momento quindi non ci sono molte certezze sul rapporto tra l’utilizzo della polvere e l’insorgere del cancro. Anche studi più recenti evidenziano che:

Epidemiologic evidence suggests a possible association between genital use of talcum powder and risk of epithelial ovarian cancer; however, the biological basis for this association is not clear.

concludendo che sono necessarie ulteriori ricerche per fare luce sull’interazione tra la sostanza e i meccanismi biologici del corpo umano. Un altro studio del 2010 a pur evidenziando un aumento del rischio per le donne in menopausa indicava la necessità di condurre studi più approfonditi per verificare la correlazione:

In summary, we noted a modest positive association between genital use of talcum powder and endometrial cancer risk among postmenopausal women. However, this association needs to be replicated in future and larger studies. Mechanistic studies also are needed to elucidate the process by which talc may increase the risk of carcinogenesis and to provide additional support for this relationship.

È vero che il talco è stato inserito tra le sostanze potenzialmente cancerogene ma  lo studio della IARC non riguarda solo l’uso nella cosmesi o nell’igiene intima. Il talco infatti può essere un fattore di rischio per i minatori che lavorano nelle miniere dove il minerale viene estratto o per gli operai che lavorano nelle fabbriche di gomma. In queste due situazioni il problema è causato dall’eventuale inalazione della polvere e il suo depositarsi nel tratto respiratorio e polmonare. Per quanto riguarda la patogenesi del carcinoma ovarico causato dal talco le ipotesi sul tappeto non sono esaustive. La BBC oggi riporta un commento di Cancer Research UK secondo il quale la probabilità che l’uso del talco possa far insorgere un tumore alle ovaie è estremamente ridotta. Va inoltre tenuto presente che la genesi di questo genere di carcinomi è multifattoriale quindi è difficile sostenere che il talco abbia giocato un ruolo di primo piano.